Festa della mamma, Uecoop: ottanta al giorno costrette a licenziarsi

Stress, problemi a gestire casa e lavoro, professioni sempre più precarie mettono a dura prova le famiglie e cresce sempre di più la richiesta di welfare

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In Italia più di 80 mamme al giorno in media sono costrette a licenziarsi perché non ce la fanno a conciliare lavoro e vita familiare con la cura dei figli. E’ quanto emerge da un’elaborazione di Uecoop, l’Unione europea delle cooperative, su dati dell’Ispettorato del lavoro in occasione della Festa della mamma.

I ritmi della vita moderna, gli impegni sempre più pressanti, la precarietà di molte professioni, le crisi economiche e l’incertezza sul futuro stanno mettendo a dura prova la capacità di resistenza delle famiglie – spiega Uecoop – con il problema di trovare e pagare un posto alla scuola materna per i figli. Negli asili nido italiani c’è posto solo per 1 bambino su 4, il 24 per cento di quelli fino a tre anni d’età contro il parametro del 33 per cento fissato dall’Unione europea per poter conciliare vita familiare e professionale e promuovere la partecipazione delle donne al mondo del lavoro.

Famiglia e benefit aziendali
Il welfare privato è ormai complementare rispetto al pubblico per rispondere a una crescente richiesta di servizi – sottolinea Uecoop – e se da una parte il 46 per cento dei benefit più desiderati è legato alle spese scolastiche dei figli per tasse e libri di testo c’è un altro 22 per cento che punta su asili nido e baby sitter. Per questo i servizi di welfare familiare sono sempre più importanti – spiega Uecoop – e quelli legati all’infanzia hanno ormai un ruolo strategico soprattutto in presenza di due genitori che lavorano entrambi e che non hanno parenti a cui affidare la prole nelle ore di assenza fuori casa.

Non è un caso che per 6 dipendenti su 10 (59 per cento) al primo posto nella classifica dei benefit aziendali preferiti – spiega Uecoop su dati Ipsos – ci siano quelli legati alle spese familiari, dall’asilo alla scuola dei figli. Infatti. Per rispondere a questa domanda di assistenza – sottolinea Uecoop – sono sempre più diffusi nelle grandi aziende anche asili per i figli dei dipendenti oppure iniziative di mini nido con “tate” che seguono piccoli gruppi di bambini in grandi appartamenti attrezzati. Servizi che sia nel pubblico che nel privato – evidenzia Uecoop – sono spesso realizzati insieme a cooperative in grado di offrire personale già formato e locali adatti. Purtroppo tutto questo a volte non basta e le mamme – conclude Uecoop – si trovano divise tra famiglia e lavoro con la necessità di lasciare il secondo per poter seguire la prima.

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