Fi, Brunetta: «I mercati e le agenzie di rating potrebbero punire l’Italia»

Il deputato: «E’ da irresponsabili aprire una crisi di governo in questo momento, proprio nel mese di agosto in cui la speculazione aumenta»

governo
Renato Brunetta (foto da Facebook)

Lo scontro tra Cina e Usa, ma anche i problemi che stanno riguardando il Sudamerica (vedi le terbulenze in Argentina) e l’Europa, con la Germania in testa. Renato Brunetta, deputato e responsabile economico di Fi, ha analizzato la situazione mondiale, mettendo in guardia i colleghi vicini e lontani: «Le Borse internazionali sono andate in rosso – scrive in una nota – poiché temono seriamente una escalation nella guerra commerciale tra Stati Uniti e Cina, dopo la minaccia di ritorsioni da parte di Pechino alle imposizioni tariffarie da parte del presidente americano Donald Trump. Oltre a questo, i timori degli analisti sono per un nuovo possibile default del debito argentino e per la possibile recessione dell’Eurozona, dopo che i dati del secondo trimestre dell’anno hanno mostrato segno meno per la Germania e Regno Unito e pari a zero per Olanda e Germania».

Riflessi sull’Italia
«E se la Germania rallenta, sono dolori anche per noi, considerando il livello di interscambio tra i due Paesi – continua l’esponente di Fi – Per tutti questi motivi, è da irresponsabili aprire una crisi di governo in questo momento, proprio nel mese di agosto in cui la speculazione aumenta. La crescita del Pil italiano dovrebbe infatti essere pari a zero nel 2019, o addirittura negativa, con effetti negativi su deficit e debito».

Possibile punizione
«Di conseguenza, la prossima Legge di Bilancio sarà ancora più difficile da scrivere. Invitiamo quindi tutte le componenti del governo ad agire in maniera responsabile e seria. I mercati e le agenzie di rating stanno a guardare e potrebbero punire il nostro Paese nel caso vedessero la volontà di non rispettare gli impegni presi con la Commissione Europea la scorsa primavera», conclude Brunetta.