Fi, Brunetta: «Salvini faccia come Berlusconi nel 1994»

Il deputato azzurro al leader della Lega: «Hai ammazzato il vecchio centrodestra con l’alleanza di governo con i 5 Stelle, ora ne serve uno nuovo»

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«È una grande soddisfazione la vittoria del centrodestra in Umbria, onore a chi ha combattuto questa battaglia riuscendo a spazzar via dopo 50 anni la sinistra. Cinque anni fa ci eravamo andati vicini e mancammo l’obiettivo per soli 12mila voti, ora ce l’abbiamo fatta». Lo ha dichiarato Renato Brunetta, deputato e responsabile economico di Fi, in un’intervista al Mattino.

Messaggio a Salvini
«Siamo in una fase fluida. Per ora tanto di cappello a Salvini, chapeau per aver liberato la rossa Umbria nonostante il suo non fortunatissimo mese di agosto è riuscito a non mollare e a vincere in maniera esaltante. Ora gli tocca avviare una nuova fase – continua il deputato di Fi – Finora Salvini è riuscito a essere il leader della Lega, non lo è ancora del centrodestra. Deve essere capace, come fece Berlusconi nel 1994, di federare tutte le anime della coalizione e saper costruire davvero un centrodestra plurale e con pari dignità. Coinvolga la Dc di Rotondi, Noi con l’Italia, il movimento di Stefano Parisi, il gruppo di Giovanni Toti, le tante anime del civismo e dei cattolici. Salvini aveva ammazzato il vecchio centrodestra con l’alleanza di governo con i 5 Stelle, ora ne faccia nascere uno nuovo».

In Europa
«Faccio una provocazione: dall’Europa. La Lega entro novembre voti la fiducia alla Commissione Von der Leyen, sarebbe un colpo di scena che farebbe entrare Salvini nell’arco costituzionale europeo. Ci metta dentro tutti i distinguo che ci sono sull’idea di Europa (che abbiamo anche noi) ma lo faccia. Da questo passo nascerebbe un centrodestra maggioritario e Salvini assolverebbe la funzione che ricopre e ha avuto Berlusconi. Un centrodestra plurale, senza egemonismo, autorevole – chiude Brunetta – Matteo può decidere se essere anti-europeista, no-euro ed essere visto sempre come un antagonista oppure scegliere di svolgere il suo ruolo in modo positivo e propositivo. Anche perché in Europa la Lega agendo così non tocca palla».