FI, Toti: «Il partito deve cambiare. Serve una rivoluzione culturale»

Il governatore della Liguria e coordinatore di Forza Italia, in un'intervista a La7, ha parlato di migranti, temi economici e futuro del partito

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Politiche sui migranti, temi economici e futuro del partito. Sono stati questi gli argomenti principali affrontati da Giovanni Toti, governatore della Liguria e neo coordinatore di Forza Italia, durante un’intervista alla trasmissione Coffee Break su La7. Finora, riguardo ai migranti spiega, «è mancata la governance europea, quando arriva una barca in Italia gli altri si girano dall’altra parte, fischiettando come se nulla fosse». E sull’idea lanciata dal governatore del Friuli Venezia Giulia, Massimiliano Fedriga, di costruire un muro al confine con la Slovenia, commenta: «O decidiamo che Schengen e l’Europa non ci sono più o costruiamo quel muro fuori da Gorizia. Proteggiamo i nostri confini come Europa o passa la linea Visegrad».

Lavoro
Toti parla anche delle tematiche inerenti al lavoro, sottolineando come in un momento in cui c’è il bisogno di aumentare la produttività del Paese, il reddito di cittadinanza introdotto dal governo «rischia di essere un messaggio fuorviante» e aggiunge che avrebbe preferito che la misura fosse erogata tramite le aziende.

Futuro di Forza Italia
Infine, il governatore della Liguria spiega come vede il futuro del suo partito: «Ritengo che Forza Italia debba cambiare se stessa, fare una rivoluzione culturale, bombardare il quartier generale. È evidente che questa classe dirigente ha perso credibilità e le nostre idee hanno perso appeal». Nel partito, prosegue, tutti dovranno mettersi in discussione «perché cambiare confermando gli attuali assetti politici e persone sarebbe un ossimoro. Ottenere risultati diversi da comportamenti uguali che ci hanno fatto naufragare è il primo passo verso la follia. Per avere risultati diversi, ci devono essere sollecitazioni molto diverse».
Conferma che la scelta del leader avverrà tramite le primarie e annuncia una riunione con Silvio Berlusconi e l’altra coordinatrice di Forza Italia, Mara Carfagna. Non si tratterà però del momento della verità. Quello, conclude, «nei partiti e in democrazia è sempre quando parlano gli elettori, non quando chiacchierano i politici. Il momento della verità sarà quando si deciderà cosa fare del centrodestra».

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