Figlio adottivo Ripa di Meana contro Lucrezia: “Liberi le ceneri di Marina”  

di Alisa Toaff  

”Quando ho letto che Lucrezia (Lante della Rovere, ndr.) ospite a ‘La vita in diretta’, alla domanda della Cuccarini che le chiedeva se le ceneri di Marina fossero state sparse in mare, come aveva espressamente chiesto sua madre nel testamento, lei aveva risposto: ‘no, le ceneri da due anni ancora ce le ho io perché me la voglio ancora tenere stretta a me’, sono caduto dalle nuvole”. È quanto afferma all’Adnkronos Andrea Ripa di Meana Cardella, figlio adottivo di Carlo Ripa di Meana con il consenso della moglie Marina, riferendosi a Lucrezia Lante della Rovere, figlia di Alessandro dei duchi Lante della Rovere e appunto di Marina Ripa di Meana, scomparsa nel gennaio del 2018. 

A 56 anni, 30 accanto a Carlo e Marina Ripa di Meana, Andrea, che “fortunatamente’”, spiega, da una settimana ha trovato un lavoro come cameriere in un ristorante, dopo le difficoltà economiche che ha dovuto affrontare dopo la morte dei suoi genitori adottivi, non riesce a trattenere il suo disappunto nei confronti di Lucrezia Lante della Rovere che – a suo dire – non si sarebbe fatta troppo vedere dalla mamma malata”.  

“Appena Marina aveva bisogno di me correvo subito al suo capezzale – prosegue il figlio adottivo -. Se si sentiva poco bene dormivo lì, alle tre di notte mi svegliavo e correvo per andare a vedere come stava”. 

“Marina – continua il figlio adottivo – aveva lasciato un testamento dove diceva che non voleva una funzione religiosa perché era atea, voleva essere cremata e voleva che le sue ceneri fossero sparse nel Mediterraneo, nei pressi del Monte Argentario dove c’è la tomba dei genitori e della sorella che morì anche lei di cancro. Quello che vorrei dire a Lucrezia è che spero faccia quello che ha chiesto Marina al più presto, niente di più. Sto scrivendo un libro sui miei 30 anni accanto alla famiglia Ripa di Meana -annuncia- lì dirò tutto, la verità nuda e cruda”. 

E sulle ceneri di Marina Andrea racconta: “Gliele portai io a Lucrezia perché lei è l’unica erede, io sono stato adottato da Carlo, lei le tiene in un angolo della cucina. Lucrezia mi telefonò a primavera mentre stava girando la seconda serie de ‘La strada di casa’ e mi disse: ‘Tanto a giugno finisco le riprese, poi troviamo un giorno in cui siamo liberi e andiamo a fare questa cosa’ e io le risposi che non c’erano problemi e di farmi sapere. Da allora non ne abbiamo mai più parlato fino a quando ho saputo quello che aveva detto a ‘La vita in diretta’”.  

Sulla sua adozione Andrea chiarisce: “Il giudice per fare questa adozione aveva chiesto il benestare di tutti i parenti e Marina firmò questa adozione come moglie che dava il consenso. Io non ho mai rivendicato nulla -sottolinea con fermezza- quello che ha scritto Marina sul testamento l’ho avuto e ho richiesto anche la liquidazione per i miei 30 anni di lavoro prima con Marina e poi, negli ultimi anni, con entrambi. Sono stato sempre accanto a loro e sono stato al fianco di Marina fino alla fine”. 

“Quando si fece fare quella puntura per fare la sedazione profonda assistita che la fece addormentare per sempre – ricorda Andrea commosso – mi ha fatto chiamare dall’infermiera, quando andai da lei Marina mi disse: ‘ma allora Andrea questa puntura me l’avete fatta o no?’ e io le risposi: ‘certo ma non è immediata, tra un po’ lei si addormenterà’. Sono stato io a vederla in vita per l’ultima volta perché lei mi chiese di tenerle la mano stretta fino a che non si fosse addormentata.  

“Marina voleva un bene dell’anima alla figlia – prosegue- Lucrezia è una bella donna, una brava attrice ma non ha niente di sua madre. Marina era una donna del popolo, mentre Lucrezia ha preso dal ramo del padre, quello dei Lante della Rovere: è più impostata, più nobile. Marina si definiva una ‘pesciara’ e forse lo sono anche io però Lucrezia no”, conclude Andrea Cardella. Ripetutamente interpellata dall’Adnkronos Lucrezia Lante della Rovere non ha voluto rilasciare alcuna dichiarazione.