Finanza, i giovani arrancano: sconosciuti conti correnti e carte di credito

Una ricerca commissionata del portale Skuola.net mostra le lacune dei ragazzi sui più elementari concetti economici

Spread, Btp, Tan, Taeg: sono solo alcuni dei termini che, volente o nolente, sono entrati nel nostro vocabolario quotidiano. Specialmente negli ultimi anni, da quando le vicende economiche si sono legate a doppio filo col destino del nostro Paese. Ma, nonostante ciò, in pochi sanno con precisione cosa si celi dietro queste strane sigle. Ampie fasce della popolazione sono esposte a rischi enormi. Secondo una recente indagine di Standard & Poor’s, sull’educazione finanziaria l’Italia arranca: solo 1 adulto su 3 sa muoversi agevolmente tra banche, mutui, prestiti, interessi. Le nostre speranze per il futuro, a questo punto, sono riposte nelle nuove generazioni. Gli adolescenti di oggi sono cresciuti con l’economia in prima pagina su giornali e tg. E hanno in internet un ottimo alleato per togliersi ogni dubbio. Ma, anche loro, sono destinati a deludere. A dirlo è una ricerca del portale Skuola.net effettuata su 10 mila studenti di scuole medie e superiori.

Il quadro è abbastanza allarmante
A mancare non sono chissà quali concetti di alta finanza ma la cultura del risparmio più elementare. Pessimo, ad esempio, è il rapporto che i ragazzi hanno con gli strumenti di pagamento. Quasi tutti confondono il funzionamento delle carte di credito con quello delle carte di debito (e viceversa): per più di 7 ragazzi su 10, infatti, quando si paga con la carta di credito i soldi vengono prelevati subito dal conto, mentre con la carta di debito il prelievo delle somme viene effettuato dopo un po’ di tempo. Peccato che sia esattamente il contrario (e che solo il 28 per cento lo sappia). Stesso discorso per le carte prepagate, le più usate dai giovani, specialmente per fare acquisti online. Pochissimi ne conoscono la natura: appena 1 su 4 sa che sono una tipologia a parte di carte (collegate a un circuito di pagamento e non a un conto corrente); la maggior parte (56 per cento) sostiene che siano carte di credito, il 19 per cento carte di debito.

Economia domestica questa sconosciuta
La stragrande maggioranza dei giovani (71 per cento) crede che, quando si chiede un prestito o un finanziamento, al momento della restituzione basti aggiungere al capitale ricevuto solo gli interessi; mentre il 7 per cento è addirittura convinto che si debba restituire solo la somma richiesta; appena il 15 per cento sa che, nel computo finale, bisogna considerare anche le spese. Così come in tanti sbagliano a definire il costo del denaro: per il 22 per cento si tratta delle commissioni da pagare quando si prelevano soldi. Le uniche cose su cui vanno quasi a colpo sicuro sono quelle di ambito tecnologico: se si chiede cosa sia il Bitcoin, più di 2 su 3 sanno che è una moneta virtuale, utilizzata soprattutto su Internet (ma il 16 per cento sostiene che sia la moneta in cui viene convertito l’Euro quando si paga online). Oppure cose proprio ovvie: oltre l’80 per cento sa che la Banca d’Italia è la banca centrale italiana, quella che controlla tutte le altre (ma c’è comunque un 19 per cento che pensa sia un normale istituto bancario, uguale agli altri).

Una diffusa “ignoranza finanziaria” che, probabilmente, è il frutto di una scarsa abitudine al risparmio. Solamente il 23 per cento dei ragazzi intervistati dice di avere un conto bancario o postale: il 40 per cento lo foraggia con la paghetta o con i regali di genitori e parenti; nel 32 per cento dei casi ci pensano direttamente i familiari; ma ci sono anche i casi (28 per cento) in cui sia figli che genitori collaborano per far crescere il saldo. Va anche peggio con le forme vere e proprie di “salvadanaio”, come i libretti di risparmio postale: solo il 26 per cento sa cosa siano e appena il 12 per cento ne ha uno (tra questi ultimi, però, l’81 per cento ce l’ha intestato direttamente a lui, mentre il 19 per cento lo ha in comune con i genitori). E gli altri – grosso modo i tre quarti del campione – come gestiscono i propri soldi? Il 31 per cento si limita all’uso di una carta prepagata, il 46 per cento preferisce maneggiare solo denaro contante. Evitando, viste le premesse, parecchi guai.

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