Fisco, riaperti i termini per la rottamazione delle cartelle

Il condono che sarà messo in campo entro la fine di giugno dovrà ricalcare quello appena terminato e anche i termini per versare le rate dovranno essere gli stessi

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La rottamazione ter è un successo senza fine. Entro il termine del 30 aprile sono state presentate più di 1,7 milioni di domande (compreso il saldo e stralcio), di cui 1,5 milioni sono state catalogate mentre le restanti 200.000 devono ancora essere verificate. Poi ci sono i risultati del condono sulle micro cartelle, che raggiunge quota 5 milioni. A questi numeri andranno aggiunti quelli delle richieste che arriveranno in seguito alla riapertura dei termini per aderire al condono, che dovrebbe arrivare fino a ottobre. E’ già tutto pronto, assicura il sottosegretario al ministero dell’Economia, Massimo Bitonci: «Abbiamo pensato e scritto un emendamento, da presentare al decreto legge crescita, che prevede una riapertura termini abbastanza breve».

Il nuovo termine, spiega, potrebbe arrivare «fino a ottobre, in modo da chiudere prima di novembre». Ovviamente bisogna pensare ai contribuenti che non sono riusciti a presentare la domanda per aderire alla sanatoria a causa, sostengono i commercialisti, di problemi informatici. Nell’attesa della riapertura dei termini queste persone potrebbero subire delle azioni esecutive e, magari, vedersi sequestrare la macchina o pignorare una quota dello stipendio o della pensione. Nessun problema: per chi aderisca alla nuova pace fiscale la norma dovrebbe prevedere «che ci sia la sospensione delle procedure in corso», spiega Bitonci.

La nuova sanatoria
Il condono che sarà messo in campo entro la fine di giugno dovrà ricalcare quello appena terminato; quindi «non potrà ricomprendere l’anno 2018». Il tema, però, «potrà essere ripreso nel 2020, con almeno un anno di riscossione alle spalle», dice Bitonci. Anche i termini per versare le rate dovranno essere gli stessi, quindi invece dei 5 anni a disposizione previsti dalla normativa attuale si dovrebbero avere 4 anni e mezzo.

L’annuncio della nuova rottamazione avviene mentre sono ancora in corso i calcoli della sanatoria appena chiusa. Sono state presentate più di 1,7 milioni di domande (compreso il “saldo e stralcio”). Il dato è «molto buono, superiore alle aspettative», commenta il direttore dell’Agenzia delle entrate, Antonino Maggiore. I valori «sono allineati alle prime due» rottamazioni. Un successo del genere dimostra che «maggiore dilazione ha avuto un vero appeal».

Domande e ripartizione geografica
Le domande “catalogate” fino a oggi sono circa 1,5 milioni, a cui vanno aggiunte altre 200.000 richieste di cui non sono ancora stati verificati i requisiti. Concentrando l’attenzione sui dati lavorati, risulta che sono state presentate 1,2 milioni di domande per aderire alla rottamazione delle cartelle ‘targate’ tra il 2000 e il 2017, di cui quasi mezzo milione sono state presentate agli sportelli e più o meno la stessa cifra è arrivata attraverso i canali web.

La ripartizione geografica delle richieste inviate telematicamente mette in evidenza che al primo posto si classifica la Lombardia, che da sola totalizza oltre un quinto del totale (110.179). Il saldo e stralcio, cioè la sanatoria dedicata a chi è in difficoltà, rappresenta circa un quinto del totale delle istanze presentate (277.621). I dati forniti dal Mef, si precisa, si riferiscono alle lavorazioni al 2 maggio.

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