Flat tax, Salvini: «Sia una scelta e non un obbligo, come quota 100»

Il vicepremier, intervistato dal Sole 24 Ore, spiega un dettaglio che riguarderà la nuova misura economica allo studio del governo

Flat tax come quota 100: a scegliere se aderire al provvedimento saranno gli stessi contribuenti. È questa la proposta del vicepremier, Matteo Salvini, come afferma in un’intervista al Sole 24Ore: «Ho fatto una richiesta: che il regime di flat tax possa essere una scelta, come quota 100, non un obbligo, e che quindi ciascuno possa fare due conti e decidere se gli conviene il nuovo regime forfettario, che tende ad assorbire deduzioni e detrazioni, o rimanere al vecchio». Inoltre Salvini precisa come non ci sia allo studio l’idea di cancellare gli 80 euro e che, per quanto riguarda le coperture, «ci saranno alcuni tagli di spesa».

Piano casa e pace fiscale 2
Nell’intervista, il ministro dell’Interno ricorda come non sia possibile estendere la misura a tutta la platea: «non possiamo fare tutto per tutti subito e stiamo ragionando su due o tre schemi per le famiglie. È un pacchetto da una decina di miliardi a cui associare altri interventi pro imprese, come parte del taglio del cuneo, buoni pasto, estensione del regime forfettario, cancellazione di alcune dichiarazioni pleonastiche». E non c’è solo la flat tax allo studio del governo, ma, aggiunge Salvini, «stiamo lavorando alla pace fiscale 2 da estendere alle imprese e alle società. E pensiamo anche all’edilizia: un “piano casa” per agevolazioni e ristrutturazioni».

Russiagate
Se in parlamento ancora aspettano Salvini per riferire sulla vicenda degli eventuali finanziamenti russi, ieri in Senato si è presentato a riferire il premier, Giuseppe Conte. Su quanto dichiarato durante l’informativa, e sulla mozione di sfiducia presentata dal Partito democratico, Salvini commenta: «Conte ha detto quello che già sapevo. So perfettamente perché sono andato in Russia, chi ho incontrato, che non ho mai visto né chiesto soldi. Poi sentirsi accusare in Aula di altro tradimento o di essere al servizio di Putin fa ridere. La mozione di sfiducia del Pd fa ridere». Inoltre, il ministro spiega perché non si sia presentato a sua volta per riferire ai parlamentari sulla vicenda: «Io vado a rispondere su elementi concreti e reali. La presunta accusa parla di 3 milioni di tonnellate di gasolio che è più della quantità di quello che Eni importa in Italia. È chiaro che siamo su Scherzi a parte».

Futuro dell’esecutivo
Quanto ancora potrà andare avanti questo governo? Salvini è consapevole della forza elettorale del suo partito, in questo momento, ma non sembra voler staccare la spina: «Chiaro che la convenienza della Lega sarebbe di andare a votare domani mattina e di raddoppiare il numero dei parlamentari, però da ministro ho a cuore anche altro. E i sì di martedì e di mercoledì sono incoraggianti». E sulla tenuta dell’esecutivo aggiunge: «Ho letto ricostruzioni surreali, finestre che si aprono e si chiudono. Per me ogni giorno ha una finestra, è una messa alla prova. Ogni giorno devo fatturare qualcosa di utile per il mio Paese. Se la macchina si inceppa, se qualcuno la inceppa, è un problema»
Intanto, però, si ipotizza che il MoVimento 5 Stelle possa far mancare i propri voti sul decreto sicurezza bis innescando una potenziale crisi. Una possibilità a cui il vicepremier non vuole «neanche pensare. Ci sono soldi per i poliziotti e i vigili del fuoco, e per ripicca politica uno li bloccherebbe? Altro che crisi, mi sembrerebbe demenziale».
Infine, dopo le critiche rivolte al ministro delle Infrastrutture, Danilo Toninelli per via dei suoi molti no alle tante opere del Paese, viene chiesto a Salvini se pensa che il ministro pentastellato debba dimettersi: «Ognuno si fa i suoi esami dopo 13 mesi di governo. Sicuramente ci sono ancora tanti blocchi non solo al ministero delle Infrastrutture, ma anche al ministero dell’Ambiente. A volte anche lì sembra che prevalgano i no. Ogni no a un termovalorizzatore è un costo per l’Italia. Spero che queste ore abbiano portato consiglio», conclude.

 

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