Fondi Lega, il rischio del processo immediato per i commercialisti

Processo con il rito «immediato» che salta l’udenza preliminare e va dritto in tribunale con i tre commercialisti vicini alla Lega di Matteo Salvini agli arresti domiciliari. In Procura a Milano si ragiona su questa ipotesi mentre si preparano gli interrogatori di martedì degli arrestati nell’inchiesta sulla vendita alla Fondazione Lombardia film commission di un immobile a Cormano per 800 mila euro finiti quasi interamente nelle tasche die tre principali indagati. Il rito «immediato» prevede che la prova del reato sia evidente.

Nelle mani dei pm Eugenio Fusco e Stefano Civardi c’è una mole impressionate di documenti, migliaia di pagine depositate dopo che la Guardia di Finanza di Milano ha notificato i domiciliari ad Alberto Di Rubba, direttore amministrativo della Lega al Senato, Andrea Manzoni, revisore contabile per il Carroccio alla Camera, e al loro collega Michele Scillieri, nel cui studio milanese nel 2017 era domiciliata la «Lega per Salvini premier» Sarebbe un «immediato cautelare» che i pm dovrebbero chiedere entro 6 mesi dagli arresti in cui gli imputati restano in stato di detenzione. Se condannati, rischiano una pena molto pesante vista l’accusa di peculato, turbata libertà nella scelta del contraente e atti fraudolenti per sottrarre imposte al fisco.

Le indagini proseguirebbero per i rimanenti indagati (sono 9 in tutto) e per il filone milanese sui 49 milioni di fondi elettorali del Carroccio spariti ai quali sta dando la caccia anche la Procura di Genova. Per discutere di questo, nei prossimi giorni i pm incontreranno i colleghi liguri a Milano.

L’indagine riguarda gli 800 mila euro sborsati da Flc per la sede di Cormano che finiscono nelle tasche dei tre commercialisti, in gran parte in quelle di Di Rubba e Manzoni che li usano anche per acquistare una villa a testa sul lago di Garda.