Forza Italia, Berlusconi: «Nuovi nemici: la nostra libertà è ancora a rischio»

Il Cav: «Oggi come non mai è il momento di pensare al futuro. Oggi come non mai l'argine dei moderati deve fermare l'onda del populismo sterile»

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«La nostra libertà è ancora a rischio, messa a repentaglio da nemici nuovi, diversi, che recano anch’essi i segni di nuovi possibili totalitarismi». Davanti a questo scenario «c’è bisogno di una nuova grande alleanza per la libertà». Parola di Silvio Berlusconi, numero uno di Forza Italia, proiettato verso le europee. Il leader del partito di centrodestra ha scritto una lettera al Corriere della Sera e l’ha accompagnata da un commento sul suo profilo Twitter ufficiale: «Siamo alla vigilia del 25 aprile. Con questa lettera al Corriere voglio esprimere lo stesso augurio espresso dieci anni fa a Onna: la stagione dell’odio fra italiani deve essere superata».

Elezioni decisive
«
Oggi come non mai – aggiunge – è il momento di pensare al futuro, oggi come non mai l’argine dei moderati deve fermare l’onda del populismo sterile (…). Per questo mi rivolgo, alla vigilia delle prossime elezioni europee, questa volta davvero decisive, a tutti gli italiani, a quelli che votano e ai tanti, troppi, che non votano più: occorre ricostruire il sentimento dell’unità fra italiani, non in nome di anacronistici sovranismi nazionali, ma per giocare un ruolo decisivo nel costruire una nuova Europa, capace di un vero “sovranismo” europeo».

Cina comunista
«Per rifare l’Europa bisogna lasciarsi alle spalle l’Europa che abbiamo conosciuto in questi anni, quella dei burocrati autoreferenziali di Bruxelles. Un’Europa diversa, alla quale popolari, liberali, conservatori, sovranisti illuminati possono lavorare insieme, è nell’interesse di tutti gli Europei, anche delle altre parti politiche, ma in particolare è interesse degli italiani. Un’Europa capace di riunificare l’occidente che solo se ritornerà unito e forte potrà resistere alla sfida egemonica globale messa in campo dalla Cina comunista. Da questo impegno di tutti – conclude Berlusconi – ancora una volta, dipende l’avvenire dei nostri figli».