Forza Italia, Bernini: «Governo di vietcong va avanti a colpi di guerriglia»

La senatrice forzista accusa l'esecutivo di essere impegnato in una campagna elettorale continua

Forza Italia
Anna Maria Bernini (foto da Facebook)

Il ministro dell’Economia, Giovanni Tria, finisce sotto il “tiro incrociato” dei suoi colleghi di governo. Sono giorni, infatti, che da più parti si chiede al titolare di via XX settembre di firmare il decreto sui rimborsi ai truffati delle banche. L’ultimo, in ordine di tempo è stato il vicepremier e ministro del Lavoro, Luigi Di Maio, durante la trasmissione Di Martedì: «Tria deve stare tranquillo, non dico sereno… e continuare a fare il ministro. Poi da ministro ho tutto diritto di dire sbrigatevi a firmare il decreto per stanziare soldi per i truffati delle banche».

Critiche al governo
Queste frizioni all’interno dell’esecutivo sono state commentate da Anna Maria Bernini, capogruppo di Forza Italia al Senato: «Questo è ormai un governo di vietcong che si affrontano ogni giorno a colpi di guerriglia. Il premier ha tolto “tutti i poteri” alla principale consigliera di Tria, che invece la difende a spada tratta: un atto implicito di sfiducia allo stesso ministro che però resta al suo posto. Il Tesoro è sotto assedio da parte dei partiti di maggioranza che pretendono il varo immediato dei rimborsi agli investitori truffati dalle banche fingendo di ignorare l’esistenza di vincoli ben precisi che ne impediscono l’elargizione indiscriminata, col rischio per chi firma il decreto di finire davanti alla Corte dei Conti. Sullo sfondo, la voglia di avere mano libera sulla gestione della Cassa Depositi e prestiti per farla diventare una sorta di banca di Stato con il denaro dei contribuenti».
Secondo la Bernini, il governo è ormai impegnato in una campagna elettorale permanente: «Per mascherare la manifesta incapacità di guidare il Paese, le forze di governo sono impegnate in una campagna elettorale permanente, nello squallido tentativo di interpretare insieme maggioranza e opposizione sulla pelle del Paese col rischio di farlo esplodere come una polveriera. Mentre si avvicina, in queste condizioni drammatiche, la presentazione del def che dovrebbe rimettere a posto i conti pubblici disastrati proprio dalle politiche del governo».

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