Forza Italia, Brunetta: «M5S e Pd distanti sulla politica economica»

Il deputato azzurro: «Trovare una sintesi adeguata tra le due posizioni sarà una impresa molto ardua. Manovra in deficit? Pretesa impossibile, l'Europa non concederà sconti»

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Renato Brunetta (foto da Facebook)

Renato Brunetta, deputato e responsabile economico di Forza Italia, prevede un futuro difficile per l’Italia, avviata verso un governo con M5S e Pd al timone. In primis perché «hanno una visione di politica economica totalmente differente, e trovare una sintesi adeguata tra le due posizioni sarà una impresa molto ardua». Non solo. Evitare l’aumento dell’Iva non sarà così scontanto dato che «non hanno saputo dire dove troveranno le risorse per evitare l’aumento dell’Iva da 23,1 miliardi». Infine, Brunetta boccia la possibilità di una manovra in deficit: «Una pretesa impossibile, anche perché non sembra che in Europa l’idea di concedere molti sconti all’Italia sulla prossima manovra trovi molti alleati».

La nota completa 
«Considerando i tempi canonici di insediamento di un governo, difficilmente il nuovo esecutivo, sempre se dovesse nascere davvero, avrà il tempo di mettere mano al documento programmatico. Più probabile che dovrà prendere a scatola chiusa quello che sta predisponendo il ministro Tria, soprattutto nella sua parte a legislazione vigente. Sulla parte programmatica tutto è ancora aleatorio, dal momento che i due partiti che potrebbero comporre il nuovo governo, Movimento Cinque Stelle e Partito Democratico, hanno una visione di politica economica totalmente differente, e trovare una sintesi adeguata tra le due posizioni sarà una impresa molto ardua», spiega il responsabile economico di Forza Italia in una nota.

Niente sconti per l’Italia
«Finora, al di là dei proclami, gli economisti di entrambi i partiti – aggiunge – non hanno saputo dire, infatti, dove troveranno le risorse per evitare l’aumento dell’Iva da 23,1 miliardi, finanziare le spese inderogabili che ogni anno si presentano a bilancio, e poi finanziare misure come il taglio del cuneo fiscale e il salario minimo, mantenere il reddito di cittadinanza e intervenire a sostegno delle imprese. A sentire i responsabili, la soluzione è quella di fare una manovra in deficit, con il benestare della Commissione Europea, che acconsentirebbe a portare il deficit al 3,0 per cento del Pil. Una pretesa impossibile, anche perché non sembra che in Europa l’idea di concedere molti sconti all’Italia sulla prossima manovra trovi molti alleati. Certamente, l’emergere di forze di ultra-destra anche nei paesi più virtuosi come la Germania, nella quale l’AfD ha aumentato di molto i suoi consensi, non è una buona notizia per il nostro paese, dal momento che queste forze si oppongono strenuamente alla proposta di allentare le regole fiscali per i paesi del Sud Europa e di dare il via ad una nuova ondata di stimoli monetari da parte della BCE, politica considerata come un rischio per il risparmio e il sistema bancario tedesco», chiude Brunetta nel suo intervento.