Forza Italia, Brunetta: «Stagnazione si tradurrà in più disoccupazione»

Il deputato e responsabile economico azzurro: «Secondi gli economisti internazionali può aumentare nel breve periodo»

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Renato Brunetta (foto da Facebook)

Nuvole nere in avvicinamento. Renato Brunetta, deputato e responsabile economico di Forza Italia, ha parlato di economia e lavoro prendendo spunto dall’analisi del Financial Times, che prevede altri anni complessi per il nostro Paese. «In un editoriale di oggi, il Financial Times scrive che l’economia italiana sta lottando per uscire dalla fase di stagnazione e che questa si sta ripercuotendo soprattutto sul mercato del lavoro, per effetto del rallentamento dell’export e delle preoccupazioni legati alla crisi manifatturiera. L’articolo del quotidiano finanziario londinese parte dalla notizia dei 1.400 lavoratori dell’Iva appena messi in cassa integrazione, una decisione presa dalla nuova proprietaria ArcelorMittal per far fronte alle condizioni di mercato avverse nel settore dell’acciaio, che sta riscontrando un forte calo di volumi».

Sull’economia
«Le tensioni commerciali internazionali, ricorda il Financial Times, si stanno ripercuotendo sull’economia italiana, che dipende fortemente dall’export, e che è appena uscita dalla sua terza recessione in dieci anni. Domani, l’Istat pubblicherà la stima preliminare del tasso di crescita del Pil relativo al secondo trimestre dell’anno, che potrebbe segnare un aumento marginale del +0,1 per cento, secondo un sondaggio compiuto dall’agenzia Reuters, mentre altri analisti ritengono che la crescita sia stata nulla. L’effetto positivo generato dall’export nel primo trimestre difficilmente proseguirà anche nel secondo».

Pericolo disoccupazione
«Non c’è solo un problema di sistema produttivo, tuttavia, ad esacerbare la crisi industriale. Manca del tutto una visione strategica di politica industriale da parte della classe politica, che viene percepita dai mercati finanziari, causata dai continui litigi all’interno del Governo giallo-verde – continua Brunetta – Anche la nuova Legge di Bilancio potrebbe portare nuovi scontri tra Roma e Bruxelles, soprattutto sulla flat tax, che la Lega vorrebbe inserire a tutti i costi nel testo. Secondo Fabio Fois di Barclays, queste possibili tensioni impatteranno probabilmente su consumi e investimenti. Così, gli analisti intervistati dal Financial Times si aspettano un proseguimento della fase di stagnazione anche nella seconda metà dell’anno. Per il 2024, il Fondo Monetario prevede che il Pil italiano sarà ancora al di sotto di quello del 2007, segnando almeno 17 anni di stagnazione, quasi due decenni. Con il rischio, sempre sottolineato dagli economisti internazionali, che la stagnazione economica si traduca in un nuovo aumento della disoccupazione nel breve periodo».

Imprese in difficoltà
«La debolezza economica dell’Italia si concentra soprattutto nella crisi del settore manifatturiero. Le ultime rilevazioni sugli indicatori di sentimento dei direttori d’acquisto (PMI) fatte dalla società IHS Markit, sono risultate ben al di sotto dei livelli registrati nel 2017 e nella prima metà del 2018, un dato che suggerisce la stagnazione economica del settore, dove le condizioni operative sono calate a giugno per il nono mese consecutivo, mentre l’indicatore Ita-coin della Banca d’Italia, che misura la variazione mensile nell’attività economica, è sceso a -0,45 in giugno, ai livelli minimi dal 2013. Secondo Fabiano Schivardi, dell’Università Luiss, il famoso modello industriale italiano tutto basato sulle piccole e medie imprese, che ha funzionato bene fino agli anni ottanta – chiude l’esponente di Forza Italia – è entrato in enorme difficoltà con l’avvento della globalizzazione, dove conta essere grandi».

 

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