Forza Italia, Fascina punge Toninelli: «Ministro più inutile della storia»

La deputata: «Faccia una seria analisi costi benefici sulla sua permanenza al governo». I colleghi del M5S: «Siamo orgogliosamente al suo fianco»

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La deputata di Forza Italia, Marta Fascina, ha criticato Danilo Toninelli, il ministro dei Trasporti e Infrastrutture che di recente ha avuto un duro botta e risposta sui social con Silvio Berlusconi: «Il ministro più incompetente ed inutile che la storia italiana ricordi, e mi riferisco a Danilo Toninelli, preso da un attacco di isteria dettato dal fatto che la sua analisi costi benefici e relativa commissione pseudo tecnica che l’ha redatta sono stati sfiduciati dai partner leghisti, dal premier Conte e dal ministro Tria, sferra un attacco gratuito al nostro presidente Silvio Berlusconi. Il ministro deve essere molto nervoso poiché, pur di salvare la poltrona, sarà costretto a breve a dire di Si alla Tav, magari leggermente rivista rispetto al progetto iniziale».

L’attacco
«L’ennesimo passo indietro – aggiunge la deputata – di matrice grillina, dopo Ilva e Tap. L’ennesima promessa elettorale mancata di un Movimento allo sbando, senza bussola ma con la scalpitante voglia di occupare tutte le pedine del potere, dalla Rai all’INPS passando per Fincantieri. Il presidente Silvio Berlusconi definendo “scemo” il ministro, in realtà ha voluto usare un’espressione eufemistica. Toninelli è un buon a nulla ma capace di tutto, un personaggio che per la sua inconsistenza intellettuale e politica, è indegno di ricoprire il ruolo di Ministro. Faccia una seria analisi costi benefici sulla sua permanenza al governo, tragga le dovute conclusioni e liberi l’Italia, ed il suo avvenire, dalla zavorra che sono costretti a subire».

I deputati del M5S
I deputati del del MoVimento 5 Stelle hanno difeso Toninelli: «Siamo orgogliosamente al fianco del ministro Toninelli e delle politiche di questo governo, che ha deciso di rivedere completamente il sistema delle concessioni che in questi anni ha regalato a pochi grandi gruppi industriali contratti scandalosamente favorevoli, grazie ai legami malati stretti negli anni tra partiti e privati. Oggi possiamo rivendicare una vittoria importante: abbiamo combattuto affinché Autostrade non partecipasse alla ricostruzione del Ponte Morandi e così è stato. Non solo: oltre a non ricostruire, la società dei Benetton ha già versato i soldi per gli sfollati e per la demolizione. Eppure si continua ad accusare il ministro, non sui contenuti però, bensì attaccando la sua persona. Non ci meraviglia, perché a deridere e osteggiare il ministro sono gli stessi poteri che hanno consentito che si mettesse in piedi il sistema di concessioni grazie al quale Autostrade ha potuto rimpinguare le sue casse trascurando la manutenzione delle opere che gestiva. L’attacco continuo a cui è sottoposto il ministro Toninelli sta acquisendo dei contorni davvero grotteschi: si attacca un ministro che ha dato il là a una grande opera di messa in sicurezza delle infrastrutture del Paese, riaprendo i cantieri in tutta Italia, ha bloccato l’aumento dei pedaggi e iniziato ad attaccare il malcostume delle concessioni autostradale, fino ad oggi vergognosamente sbilanciate a favore dei privati. È evidente che tutto questo non vada giù a chi fino ad oggi ha potuto intascare miliardi di euro lucrando sulla pelle degli italiani. Ed è proprio per questo che continueremo su questa strada: finché ad attaccarci sarà questo sistema malsano sapremo di stare dalla parte giusta, quella dei cittadini».