Forza Italia, Romani: «O si cambia in fretta o si muore»

Il senatore azzurro, in un'intervista al quotidiano Il Dubbio, parla del rinnovamento del partito, delle primarie per la leadership e del ruolo futuro di Silvio Berlusconi

Forza Italia
Il senatore di Forza Italia, Paolo Romani (foto da Twitter)

Forza Italia deve riformarsi e in fretta. Ne è convinto il senatore Paolo Romani, che in un’intervista al quotidiano “Il Dubbio” afferma: «O si cambia in fretta o si muore». Romani ha ricordato come, recentemente, durante la convention del partito al teatro Brancaccio, uno dei coordinatori, il governatore della Liguria, Giovanni Toti abbia espresso «la necessità di una rivoluzione. Forza Italia deve ritrovare la strada». Inoltre, smentisce ci siano stati litigi tra lo stesso Toti e il leader di Forza Italia, Silvio Berlusconi.

Rinnovare il partito con le primarie
Secondo Romani la riforma del partito può avere successo grazie alla miscela di tre ingredienti: «Partecipazione, che era poi l’intento della convention; contenuti, da costruire capendo che la società ha subìto un cambiamento epocale; proiezione digitale, come hanno fatto Salvini con la “Bestia” e i 5 Stelle con Rousseau».
Poi, il senatore affronta il capitolo primarie per decidere la futura leadership di Forza Italia: «Il Pd – ricorda – era al minimo storico con Renzi e Zingaretti non è un leader carismatico, ma è passato dal 17 al 23 per cento grazie a 1,6 milioni di votanti alle primarie. Noi dobbiamo avere questo riferimento: Fi deve dare ai suoi elettori uno strumento per sentirsi a casa, un metodo di partecipazione diverso rispetto al clima verticistico di oggi».

Regole condivise
Dai due coordinatori, Giovanni Toti e Mara Carfagna, fino alla capogruppo alla Camera, Mariastella Gelmini, sono in molti, spiega Romani, i candidati alle primarie del partito. Tuttavia, prima di dare la parola agli elettori è necessario stabilire regole condivise in un tavolo che «non comprenda solo chi corre, poi ci si pone il problema di chi sostenere». Infine, il senatore spiega quale sarà il ruolo che Berlusconi avrà nel futuro di Forza Italia: «In quanto fondatore, è ovvio che Berlusconi sia il riferimento ultimo del partito. A me piace immaginarlo come quello di un re che da monarca assoluto diventa monarca costituzionale. Come tutti i re, anche Berlusconi ora emana il suo Statuto albertino».

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