Forza Italia, Toti: «Quando passi dal 40 al 6 per cento è malattia grave»

Mentre si prepara la riorganizzazione del partito, i tre candidati alla leadership esprimono le loro considerazioni sul percorso da intraprendere

Forza Italia
Mariastella Gelmini, Giovanni Toti, Mara Carfagna

Toti, Carfagna e Gelmini, i due coordinatori nazionali e la capogruppo alla Camera, ma anche i tre candidati alle eventuali primarie di Forza Italia, per deciderne la leadership. Rimettere le cose a posto, o perlomeno provarci, è la missione che chi vincerà dovrà intraprendere, anche perché la situazione per Forza Italia non è così rosea come spiega il governatore della Liguria Giovanni Toti: «Quando si passa dal 40 al 6 per cento – sottolinea durante la trasmissione Agorà su Rai 3 – la diagnosi è malattia grave, servono operazioni serie, sulla struttura, sulla classe dirigente». Attualmente, ricorda, il centrodestra si regge soltanto sui voti della Lega «che vale il 38 per cento, penso che noi dobbiamo interrogarci perché l’ala liberale ha meno del 10 per cento. Io nel mio partito accetto tutto tranne coloro che dicono che le cose vanno bene».

Il rapporto con Berlusconi
Toti, inoltre, aggiunge che fare a meno di Silvio Berlusconi sarebbe soltanto controproducente: «Immaginare Fi senza Berlusconi? Non ce ne è bisogno, senza di lui prenderemmo due punti in meno e non avremmo risolto nulla». Il rapporto tra i due sembra essere di assoluto dialogo, come ricorda lo stesso Toti: Con Berlusconi c’è dialogo, ho facilità di dialogo, lui è il fondatore di Fi, io sono un umile militante, cerco di dare risposta ai problemi complessi del paese. Il vero problema è la competitività del sistema Paese, non sono cose che si risolvono in tre mesi, problemi che in Ue non hanno trovato risposte».

Infine, allontana la possibilità che in futuro ci possano essere alleanze o collaborazioni tra Forza Italia e il Partito democratico: «È uno dei temi per cui vorrei candidarmi alle primarie, per dire che con il Pd non abbiamo nulla da spartire».

Tornare a occuparsi dei problemi del Paese
Tuttavia, secondo Mara Carfagna, coordinatrice del partito per il sud Italia (Toti lo è del centro-nord), le primarie e le regole del partito non devono diventare l’argomento principale: «Dobbiamo ritornare a parlare al Paese reale, dobbiamo dare un progetto, delle speranze, dei sogni – spiega su Radio 24 – Scriveremo le nuove regole, ma nel frattempo dobbiamo occuparci dei problemi dell’Italia, recuperando terreno proprio su quei temi che la Lega ha abbandonato, partendo dalla riduzione delle tasse. Il Carroccio ha tradito i suoi elettori su questo argomento perché la pressione fiscale nell’ultimo anno è aumentata, sono stati bruciati miliardi degli italiani per misure assistenzialiste e propagandiste, come il reddito di cittadinanza, questi miliardi Forza Italia li avrebbe destinati alla riduzione delle tasse. La ricetta del governo gialloverde è sbagliata e lo dimostrano l’economia che è ferma e l’occupazione che stenta a crescere».

Restituire centralità al partito
Infine, secondo Mariastella Gelmini, affinché il partito riparta è necessario mettere da parte le polemiche interne restituendo a «Forza Italia quella centralità che ha sempre avuto – scrive la deputata forzista in un articolo su Il Tempo – Per tornare a essere protagonisti del cambiamento, dobbiamo puntare a un congresso delle idee, senza cadere nell’errore di scivolare in individualismi esasperati che non sarebbero compresi dai nostri sostenitori e che non hanno senso in un movimento la cui leadership non è in discussione». Rilancia l’idea di un congresso che presenti alla società idee chiare e aperte, e ricorda: «Non possiamo e non dobbiamo cedere né alle tifoserie, né al catastrofismo, perché c’è ancora uno spazio politico enorme che possiamo occupare solo noi. E dobbiamo farlo per il bene dell’Italia, per assicurare ai nostri figli un Paese più libero, più ricco è più giusto».

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