Fumo, al via a Washington il Forum globale 2019  

Prende il via a Washington il Forum globale sul tabacco e la nicotina 2019 (The global tobacco and nicotine forum), il più importante appuntamento internazionale del settore, inaugurato 10 anni fa con la prima edizione di Rio de Janeiro. Esperti, aziende, scienziati, medici e addetti ai lavori insieme per discutere tutti gli aspetti riguardanti i prodotti della filiera e fare il punto sugli ultimi dispositivi a potenziale rischio ridotto, dalle e-cig al tabacco riscaldato, le cosiddette ‘sigarette che non bruciano’.  

L’evento, in corso dal 24 al 26 settembre, vedrà la presenza di Mitch Zeller, direttore del Center for Tobacco Products della Fda, l’ente regolatorio Usa. E’ quindi l’occasione anche per fare il punto su quanto sta accadendo negli Stati Uniti, dove negli ultimi mesi sono stati registrati centinai di casi di patologie polmonari legati al consumo di sigarette elettroniche contenenti composti acquistati sul mercato illegale o device adulterati per ‘svapare’ olii a base di tetraidrocannabionoli. 

“La pseudo epidemia di decessi legati alla malattia polmonare svapo-correlata non ha nulla a che vedere con le e-cig. Dobbiamo capire bene il fenomeno prima di puntare il dito contro i prodotti da svapo. Una semplice analisi – spiega all’Adnkronos Salute Riccardo Polosa, direttore del Coehar, il Centro di ricerca per la riduzione del danno da fumo dell’università di Catania – mostra che tali strumenti contenenti nicotina non hanno mai mietuto nessuna vittima in questi ultimi 10 anni”.  

“Il problema – prosegue l’esperto – è l’arrivo sul mercato Usa di prodotti per i dispositivi senza nessun controllo. In Europa non c’è alcuna epidemia di malattie legate all’uso di e-cig, ma nel tentativo di tutelare i consumatori italiani da quest’eventualità è necessario costruire un proficuo rapporto di collaborazione tra enti regolatori, esperti della materia e produttori”, evidenzia. 

“Le sigarette elettroniche sono al centro di tantissimi studi scientifici: 40-50 a settimana su tante riviste scientifiche – ricorda Polosa – Solo qualche giorno fa sono state pubblicate due ricerche sulle e-cig e la loro capacità di ridurre la dipendenza, che hanno dimostrato come questi prodotti siano 3 volte più efficaci dei tradizionali cerotti”. Polosa non potrà essere a Washington perché in concomitanza a Catania si riunirà la Commissione Cen/Tc 437 (Electronic cigarettes and e-liquids) nata in seno al Comitato europeo di normazione (Cen) che ha il compito di sviluppare standard tecnici di qualità e sicurezza per la produzione e la vendita di sigarette elettroniche in Europa.  

“Quello che sembra strano dall’analisi dei casi americani è l’insieme di patologie e sintomi correlati. Come può un solo prodotto – si domanda Polosa – in questo caso la sigaretta elettronica, produrre una così larga varietà di patologie e sintomi? Dobbiamo – conclude – provare il nesso di causalità e serve davvero un’indagine in merito”.