Coronavirus, l’anestesista rianimatore Luciano Gattinoni: “E’ prematuro dire quanto durerà il virus”

“La spiegazione non ce l’ha nessuno. Si possono fare solamente delle ipotesi, anche perché tutti i dati che abbiamo non sono perfetti. Per sapere esattamente di cosa parliamo non è tanto il dato della mortalità in genere, ma bisognerebbe sapere quanti e quale è la mortalità dei pazienti che sono stati ricoverati, quanti di questi pazienti sono stati trasferiti in terapia intensiva, come è la mortalità di quelli in terapia intensiva e la mortalità di quelli fuori”. Cosi l’anestesista rianimatore Luciano Gattinoni intervistato dalla testata giornalistica iltempo.it. “Questi sarebbero i dati certi. Il resto della mortalità dipende dal denominatore perché il numero che danno dei contagiati – aggiunge Gattinoni – è abbastanza ridicolo. Perché probabilmente i contagiati sono 5, 10, 15 volte tanto. A me piacerebbe sapere quant’è la mortalità di quelli ricoverati in ospedale, divisa tra quelli in terapia intensiva e quelli fuori dalla terapia intensiva. Dopodiché la spiegazione, il virus più cattivo, le differenze di razza, le differenze varie non credo che siano molto verosimili ma questa è una mia opinione perché tutto è possibile. La impressione che ho io, che è lontana da essere certezza o verità, è che la Germania non ha avuto ancora, e mi auguro che non lo abbia mai, l’iper afflusso di malati che abbiamo avuto in Italia in ospedale”.

NUMERO DI TERAPIE INTENSIVE

“Il numero di terapie intensive che un Paese ha è importante ma lei non può neanche pensare di fare un numero di terapie intensive che permetta allo stesso tempo ed allo stesso momento di ricoverare il numero di malati che hai in una situazione di emergenza così. È impensabile, non è possibile. Quindi questa situazione qua è una situazione di compromesso. La prova per spiegare la mortalità che abbiamo in Italia sarà vedere se questa mortalità diminuirà in funzione del numero di pazienti che arriveranno in ospedale. Le faccio un esempio: se mi arrivano 50 pazienti facciamo, per ipotesi, che ho una mortalità del 20%. Mi arrivano dieci pazienti ed ho una mortalità del 5%. Bisognerà capire, a posteriori, questa misura statistica che sarà fatta sull’importanza dell’arrivo di tanti pazienti”.

DURATA VIRUS

“È prematuro dirlo. Quello che dobbiamo fare è, giorno dopo giorno, affrontare questa situazione al meglio delle nostre capacità. Dopodiché lasciamo che si sviluppino i modelli matematici, lasciamo che si accumulino le conoscenze, che si confrontino gli studiosi del settore. E poi vediamo cosa succede. Posso dirle? Nella vita quando mai ha visto che le previsioni arrivano al risultato sperato? Sono giusto previsioni. Quante volte ha sentito dire, tra dieci giorni vedremo, tra dieci giorni vedremo, tra dieci giorni vedremo, e intanto sono passati trenta giorni. La cosa migliore è stare tranquilli, chiusi a casa perché ognuno di noi è un potenziale virus.