Generazione Z, l’informazione passa (principalmente) sui social

Qual è l’approccio degli italiani alle notizie che si trovano sul web? La risposta l’ha data un'indagine di Comscore

generazione z

Il mondo dell’informazione è cambiato e viaggia soprattutto online. Ma qual è l’approccio degli italiani, giovani e meno giovani, alle notizie che si trovano sul web? La risposta l’ha data Comscore svolgendo un’indagine su campioni rappresentativi della generazione Z, dei Millennials e della generazione X, integrandola con i dati di Audience Analytics delle piattaforme. 

Giovanissimi
L’approccio che contraddistingue la generazione Z (under 22 anni) rispetto alle generazioni successive è diverso. Il 59 per cento dei giovanissimi, infatti, legge le notizie online solo quando ha bisogno di informarsi, uno su tre dichiara addirittura di leggere le notizie malvolentieri e un under 22 su cinque trova addirittura la lettura online delle notizie stressante.   

I più grandi
L’atteggiamento cambia con l’avanzare dell’età. Il 59 per cento degli italiani nella fascia d’età 23-38 anni e il 66 per cento di quelli tra i 35 e i 54 anni infatti si dichiara “assiduo lettore di news”. Un’alta differenza?  I social sono la fonte d’informazione primaria dei più giovani mentre le generazioni più adulte indicano i siti di news come fonte principale. Ma è condivisa l’idea che i siti di informazione abbiano un’accuratezza e un’onestà nel riportare le informazioni maggiore di quella che si può ritrovare sui portali, nelle notizie nativamente riportate sui telefonini e sui social network. 

Capitolo fiducia
Le notizie locali sono ritenute le più affidabili in assoluto. Le notizie di natura internazionale si piazzano al secondo posto in termini di fiducia, mentre quelle notizie nazionali occupano terzo gradino del podio. La prima fonte consultata è sufficiente per ritenersi informati. Oltre l’80 per cento degli intervistati dichiara infatti che già la prima fonte consultata è sufficiente a soddisfare il proprio bisogno informativo e non trova necessario procedere a ulteriori ricerche per verificare la notizia anche ricorrendo ad altri mezzi.

Social e condivisioni 
Le piattaforme social hanno una capacità di attrazione e tempi di fruizione decisamente superiori ai siti di informazione. Tuttavia sebbene i social spesso siano la fonte di acceso alle informazioni, soprattutto tra i giovanissimi della generazione Z, sono relativamente pochi, e in diminuzione, coloro che postano sui social le news che trovano online.

Smartphone e tablet
I device mobili sono in cima alle preferenze. A luglio, ad esempio, il 42 per cento degli italiani ha consultato i siti di news esclusivamente mediante smartphone o tablet, device che hanno generato il 72 per cento del tempo totale speso nella lettura delle news. La tipologia di device utilizzata influenza sicuramente il trattamento editoriale ela capacità di approfondimento: la durata media di una visita a un sito di news da mobile è di 1,8 minuti mentre quella da desktop è di 5,2 minuti. Su mobile le notizie si fruiscono prevalentemente mediante la navigazione in browser oppure leggendo quelle nativamente presenti sul dispositivo. I lettori di tutte le generazioni preferiscono di gran lunga queste modalità all’utilizzo delle app dei siti di news.

A pagamento
La generazione X è quella più teoricamente propensa (12 per cento) a pagare un abbonamento per fruire di contenuti di news a fronte del solo 7 per cento di propensione da parte dei giovanissimi della generazione Z, riconducibile da un lato alla loro minore disponibilità economica da un lato e alla minore rilevanza e frequenza di fruizione delle news. La propensione a pagare aumenta sensibilmente però per altre tipologie di contenuti online, video e musica. Sono aumentati, infatti, in maniera considerevole gli utilizzatori di Netflix, Spotify e Apple Music.