Giornalismo, ecco come e dove si informano i parlamentari italiani

Testate online, quotidiani, telegiornali: la ricerca "Informazione e social media secondo i policymaker", condotta da Quorum/YouTrend e Cattaneo Zanetto & Cole, fotografa le fonti più autorevoli secondo i nostri politici

giornalismo

Quali telegiornali guardano i parlamentari? Dove preferiscono consultare le notizie sul web?Quali quotidiani sfogliano giornalmente? Le risposte a queste domande sono state date dalla ricerca “Informazione e social media secondo i policymaker, condotta da Quorum/YouTrend e Cattaneo Zanetto & Co. La prima analisi svolta in Italia su parlamentari e mezzi d’informazione ha preso in esame un campione di 94 fra deputati e senatori, rappresentativo del nuovo Parlamento per sesso, età, area di provenienza, gruppo parlamentare e camera di selezione. La mappatura di tutte le fonti di informazione e canali social utilizzati dai policymaker è stata, altresì, affiancata da un focus sulla considerazione e l’attendibilità che questi ultimi ripongono in testate, giornali e tv.

Iperconnessi e informati
I dati rilevati evidenziano in primis un’iperconnessione dei parlamentari alla rete: il 99 per cento dichiara, infatti, di accedere più di una volta al giorno a internet, mentre il 96 per cento afferma di consultare, più di una volta al giorno, le notizie.

Gli strumenti digitali più utilizzati, nell’arco temporale di una settimana, per accedere alle notizie sono da parte del Pd e di Forza Italia il social Twitter, preferisce invece navigare su Facebook la Lega di Matteo Salvini, mentre il Movimento 5 Stelle si affida al software russo Telegram.

Nella scelta dei dispositivi il governo gialloverde adotta, per il 64,2 per cento, il sistema operativo Android, mentre con il 79,5 per cento il Partito democratico e Forza Italia scelgono i prodotti Apple.

Per il piccolo schermo la medaglia d’oro va a Sky Tg24, segue la triade Tg1, Tg2 e Tg3 seguita, in particolare, dai politici del gruppo del Pd (93 per cento), chiude il podio il Tg La7, preferito dai pentastellati e, in generale, dal 77 per cento dei parlamentari.

Dal web alla carta
La situazione emersa dai dati sull’informazione cartacea disegna scenari maggiormente articolati. La formula della rassegna stampa è senza dubbio quella più diffusa tra i partiti, con il 75 per cento dei parlamentari; staccata da 25 punti percentuali, si colloca al secondo posto la stampa locale, mentre fra i quotidiani il più letto è il Corriere della Sera (45 per cento). Al quarto posto si trova il Fatto Quotidiano, al 40 per cento, seguito da  Il Sole 24 Ore al 39 per cento. La presenza del quotidiano di Marco Travaglio ai piani alti della classifica, evidenzia un cambio di rotta nel pensiero politico dell’attuale stagione parlamentare (il M5S su tutti confida in quest’ultimo quotidiano, con il 39 per cento dei suoi parlamentari). Il giornale diretto da Mario Calabresi, invece, trova la sua massima popolarità nel gruppo del Partito democratico (90 per cento), che registra anche il più alto utilizzo di fonti cartacee.

Nel mondo online viene incoronata la prima agenzia di informazione multimediale in Italia: l’Ansa prende il 68 per cento. A seguire gli intervistati citano il Corriere.it (67 per cento) e l’ Huffington Post (60 per cento). La sorpresa che, tuttavia, colpisce maggiormente è il 31 per cento dei lettori abituali di Dagospia, resta invece invariata l’attendibilità della voce de Il Fatto Quotidiano, la più ascoltata dai parlamentari del M5S. Al polo opposto il Pd fa en plein con il 100 per cento per Corriere.it e Repubblica.it, seguiti da ilFoglio.it al 63 per cento e laStampa.it al 62 per cento. L’agenzia Ansa è riconosciuta come la fonte di informazione più attendibile dai parlamentari interpellati e Il Sole 24 Ore il quotidiano con il valore più alto.

News e Fake news
Quando si parla di disinformazione, invece, lo studio mette in evidenza numeri sintomatici del panorama politico attuale. Il tema delle fake news è il più sentito dagli esponenti del Pd: il 100 per cento degli intervistati pensa che editori e giornalisti dovrebbero fare di più per rendere più facile distinguere ciò che è vero e ciò che è falso su Internet. Il 76 per cento dei parlamentari di Forza Italia chiede alle aziende tecnologiche come Facebook e Google di comportarsi in egual modo, mentre solo il 42 per cento degli eletti di Lega e M5S crede che ci vorrebbe un intervento di natura politica per arginare il problema delle fake news. Un gap clamoroso, però, si regista sulla domanda se le false notizie favoriscano le tendenze populiste: il 96 per cento degli intervistati del Pd e il 98 per cento di Forza Italia è d’accordo, mentre solo il 4 per cento dei rappresentanti di 5 Stelle e Lega la pensa allo stesso modo.

Annunci

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here

15 − 10 =