Giovanni Orsina rassicura la Meloni e Salvini: “Con Letta leader del Pd possono dormire sonni tranquilli”

“Possono dormire sonni tranquilli” Giorgia Meloni e Matteo Salvini “a giudicare dal discorso che Enrico Letta“, scrive Giovanni Orsina nel suo articolo di commento su La Stampa al discorso del nuovo segretario del Partito democratico. “Il neosegretario democratico non intende insidiare il loro elettorato. Per argomentazioni programmatiche e orientamenti culturali, Letta si è collocato chiaramente alla sinistra del centro”, spiega il giornalista. Del resto, Letta ha lanciato due proposte: il voto ai sedicenni e, soprattutto, lo ius soli.

Orsina parla di un “esordio inequivoco: noi facciamo la sinistra, voi la destra. Vedremo nei prossimi mesi se la linea scelta dal neosegretario democratico è quella giusta. Sempre ragionando in termini di sinistra e destra, tuttavia, s’intravedono fin d’ora almeno due rischi“. Il primo, sottolinea Orsini, è che al momento “ci sono più elettori a destra che a sinistra del centro”. Quindi chi rinuncia in partenza a “pescare nel bacino opposto”, “partirà con un handicap”.  Il secondo rischio è che ricompattarsi “in opposizione a un avversario, Berlusconi prima, Salvini poi“, tipico della sinistra, è uno schema che seppur “disattivato dal governo Draghi” sembra essere replicato da Letta.

Ma attenzione, continua Orsina, allo stato delle cose, infatti, “lo ius soli non ha alcuna chance di passare”. Quindi, non solo non è in questo momento un tema che interessa agli italiani ma la questione non avrebbe nemmeno la possibilità di essere discussa e approvata. “C’è un punto sul quale la destra farebbe bene a cogliere quanto prima la mano tesa da Letta, invece”, conclude Orsina, “le riforme istituzionali”. Perché “sulla democrazia malata” il neo segretario del Partito democratico, “non solo ha ragione da vendere, ma ha semmai peccato di understatement. Se dovesse essere ancora malata alla fine della pax draghiana, avremmo perso l’ennesima occasione della nostra storia recente”. E torneremmo tutti punto e a capo.