Giustizia, quanto si fidano gli italiani della magistratura?

Lo rivela un sondaggio dell'Istituto Swg, mentre sul ruolo dei magistrati e la loro formazione si è parlato durante l'inaugurazione dei corsi di formazione della Scuola superiore della magistratura a Scandicci, alla presenza del Capo dello Stato, Sergio Mattarella

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Un buon magistrato si distingue per «la deontologia e la rigorosa professionalità» e la sua formazione «non può prescindere da un profondo rispetto della deontologia professionale e da sobrietà dei comportamenti». Sono state queste le parole del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, sulla figura del magistrato. Il Presidente ha partecipato alla cerimonia di inaugurazione  per l’anno 2019 a Scandicci, in provincia di Firenze. Il Capo dello Stato, durante il suo discorso, ha ricordato come la magistratura non debba mai «farsi condizionare da spinte emotive evocate da un presunto e indistinto sentimento popolare» e che le decisioni dei magistrati «non devono rispondere all’opinione corrente o a correnti di opinione, ma solo alla legge». Proprio per questo motivo, ha aggiunto, in Italia «la magistratura non è composta da giudici e pubblici ministeri elettivi, e neppure da giudici e Pm con l’obiettivo di essere eletti».

Rapporto tra giustizia e cittadinanza
Durante la giornata si è parlato anche dei rapporti tra politica e magistratura e sulla crescente domanda di giustizia da parte dei cittadini. Il ministro della Giustizia, Alfonso Bonafede, ha ricordato l’importanza della separazione dei poteri, «un valore alla base della nostra democrazia». Il ministro ha aggiunto: «Quando mi viene chiesto di commentare una sentenza mi rifiuto categoricamente, perché secondo me è giusto che sia così. Ho sempre detto che per vent’anni la nostra giustizia è stata veramente bloccata nel pantano di un dibattito politico che non serviva ai cittadini: la mia mission da quando sono ministro della Giustizia è proprio quella di tirare fuori la giustizia da quel pantano e parlare di giustizia senza nessuna ideologia, senza nessun pregiudizio, ma solo con l’obiettivo di rendere la giustizia affidabile agli occhi del cittadino».
Intervenuto all’inaugurazione anche il vicepresidente del Consiglio superiore della magistratura (Csm), David Ermini che, in merito al rapporto tra giustizia e cittadini, ha sottolineato come «la domanda di giustizia e le crescenti attese da parte dei cittadini devono poter trovare risposte efficaci e tempestive e ciò chiama ciascun magistrato a compiti onerosi».

La sfiducia degli italiani
Del rapporto con la giustizia si è occupato anche l’Istituto Swg che, in un sondaggio, ha chiesto agli italiani quanta fiducia abbiano nella giustizia. La maggioranza degli intervistati, il 61 per cento, ha dichiarato di avere poca (47 per cento) o nessuna (14 per cento) fiducia, contro il 34 per cento che ritiene di fidarsi abbastanza (32 per cento) o molto (2 per cento) del lavoro della magistratura.

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(Fonte: https://www.swg.it/politicapp)
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