Glaucoma, il killer silenzioso della nostra vista. Ogni anno 20 mila casi

Questa malattia cronica aggredisce circa 800 mila italiani (il 2,5 per cento della popolazione Over 40)

glaucoma

Cinquemila persone perdono la vista ogni anno a causa di una malattia difficile da individuare, il glaucoma, silenzioso killer di uno dei nostri beni più preziosi. Nonostante questo dato allarmante, il 18 per cento della popolazione italiana di ambo i sessi al di sopra dei 40 anni non ha mai fatto una visita oculistica. Non fa testo quella per la patente, come molti credono, fatta frettolosamente, in ambienti quasi mai attrezzati e quindi per nulla attendibile. Perciò, il glaucoma è più che mai in agguato. Può accadere all’improvviso di incominciare a vedere solo una porzione, una metà, un quarto di quanto ci circonda. Oppure avvertire la sensazione di avere un occhio che funziona, ma l’altro sembra spento. E’ una situazione imprevista e inattesa di insicurezza e disagio. Un visus di dieci decimi non basta, perché anche in questa situazione ottimale quasi certamente il glaucoma ha colpito ancora, invisibile e silenzioso. Se ciò accade, si sono già quasi ridotte a zero le possibilità di recupero funzionale. Questa malattia cronica aggredisce circa 800 mila italiani (il 2,5 per cento della popolazione over 40), ogni anno si registrano 20 mila nuovi casi. E le previsioni statistiche non sono buone: entro il 2030 è previsto un aumento del 33 per cento. Tra i più colpiti, miopi, diabetici e chi ha genitori e fratelli affetti dalla malattia. Le uniche armi per fronteggiarla: prevenzione e diagnosi precoce.

L’opinione dell’esperto
«Il glaucoma ruba la vista in silenzio – conferma Giorgio Ghirelli, medico del Centro Glaucoma dell’ospedale San Pietro Fatebenefratelli di Roma – senza che coloro che ne soffrono se ne rendano conto. Semplicemente non sanno di averlo». Caratterizzato da un aumento della pressione dell’occhio, il glaucoma provoca col tempo un danno al nervo ottico che si traduce in una perdita progressiva del campo visivo che, se non si individua precocemente  o non la si cura nel modo corretto, può provocare un danno irreparabile al nervo ottico tale da condurre anche a cecità. La forma più diffusa è il glaucoma ad angolo aperto. A preoccupare è anche il fatto che una buona fetta di coloro che sanno di soffrire di glaucoma non si cura. Secondo uno studio apparso sul Journal of Glaucoma, la percentuale sarebbe addirittura del 30 per cento. «Non ci sono sintomi fino a quando il danno al nervo ottico raggiunge uno stadio avanzato – spiega il prof Ghirelli, che nel suo centro ha in cura ogni giorno quaranta persone affette da glaucoma,  in pratica 1500 all’anno – . Si ha una perdita graduale del campo visivo fino alla visione tubulare: il paziente vede solo una piccola porzione, per cui è incapace di orientarsi, per esempio di attraversare la strada. Ecco perché, dopo i 40 anni, è importante sottoporsi a controlli periodici della pressione oculare e del fondo dell’occhio, almeno una volta l’anno presso un centro specializzato. L’età è infatti uno dei principali fattori di rischio insieme alla familiarità».  

Ma come si cura?
«Si può frenare il decorso del glaucoma con specifici colliri a base di beta-bloccanti e prostaglandine, con il laser o, nei casi più gravi, con un intervento chirurgico, applicando un by-pass oculare che diminuisce la pressione dell’occhio – conclude Ghirelli -. Le tecniche strumentali sempre più hi-tech che abbiamo a disposizione ci aiutano a fare diagnosi precoci ai primissimi stadi. Poiché sono tante le persone che non tollerano neppure l’idea di mettersi negli occhi qualche goccia di collirio, ci sono colliri e farmaci efficaci e molto tollerati che non provocano alcun effetto collaterale. Quindi, niente più occhi gonfi e arrossati. In alcuni casi  la terapia prevede solo due gocce di collirio al giorno. Ma è importante la costanza nella cura». 

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