Gli italiani puntano sulla formazione a distanza  

Gli italiani puntano sulla formazione a distanza. A dirlo C
ef publishing, azienda leader del settore che fa capo al gruppo Ebano, fondato e guidato dall’imprenditore di prima generazione Carlo Robiglio. Più di quarantamila corsisti in dieci anni, la maggioranza degli iscritti sono donne per il corsi in estetica e benessere (98%), sanità (97%), sociale (92%), animal care (76%), mentre solo per quello per cuochi attrae nello stesso modo uomini e donne.  

Il gruppo Ebano, con 8 società controllate, 15 partnership produttive, più di 250 dipendenti e collaboratori, ha visto lievitare in sei anni i ricavi complessivi dell’800% e ha ricevuto a Milano nella sede di Borsa Italiana il premio Deloitte best managed companies, il riconoscimento rivolto alle aziende che si sono distinte per strategia, competenze, impegno verso le persone e performance.  

Cef è leader di mercato in Italia nella progettazione, realizzazione ed erogazione di corsi professionali attraverso modalità fad e e-learning. Quota quarantamila è stata raggiunta e superata nei primi mesi del 2019, al termine del primo decennio di attività. E le iscrizioni continuano a susseguirsi, sono ormai quasi 41mila. Tra i docenti dei corsi lo chef stellato Antonino Cannavacciuolo per il corso ‘Cuoco professionista chefuoriclasse’ e il truccatore e imprenditore nel mondo della cosmetica Diego Dalla Palma per il corso ‘Professionista della bellezza e del benessere. percorso immagine’.  

La formazione a distanza è utilizzata soprattutto da soggetti con un titolo di studio medio: diploma professionale o maturità. A seconda della tipologia di corsi, l’incidenza sul totale passa da un minimo del 26% a un massimo del 37% per la maturità e da un minimo del 29% a un massimo del 37% per il diploma professionale.  

Non manca una fascia cospicua di corsisti in possesso di licenza media, così come, sul fronte opposto, una quota di laureati, con incidenza che sfiora il 10%. Quanto all’età dei corsisti, per almeno il 70-80% si tratta di soggetti dai 17 ai 45 anni. Con partecipazione complessivamente più folta per la fascia 26-35, mentre tra i più giovani (17-25) sono particolarmente seguiti (41%) i corsi dell’area animal care. Nella gran parte dei casi, destinatarie dei corsi di formazione a distanza sono donne. Accade in quattro delle cinque aree tematiche proposte: estetica e benessere, sanità, sociale, animal care, con l’unica eccezione della ristorazione.  

Corsi come quello per ‘cuoco professionista chefuoriclasse’ attraggono in pari misura uomini e donne. La formazione a distanza è maggiormente diffusa nel Nord-Ovest (Piemonte, Valle d’Aosta, Liguria e Lombardia), con oscillazioni che, a seconda delle tematiche, vanno dal 36 al 39% degli iscritti complessivi. La ristorazione è anche una delle due aree, insieme a estetica e benessere, in cui i corsi registrano una frequenza pari ad almeno il 20% anche nelle regioni meridionali.  

“La formazione a distanza è una realtà. Potrà diventarlo ancora di più se si porrà fine a un’anomalia: in tanti paesi la fad ha il riconoscimento pubblico e in Italia non ancora. Un anacronismo da superare nell’interesse della collettività, più ancora che di chi opera nel settore”, dice Carlo Robiglio, fondatore presidente e ceo del Gruppo Ebano, nonché presidente della Piccola industria di Confindustria, commentando i dati.  

“Siamo orgogliosi – sottolinea – che i nostri corsi rappresentino un’occasione per cambiare lavoro, rimettersi in gioco professionalmente per così tante persone. E’ il segnale di come ci sia un’Italia fatta di persone che si rimboccano le maniche e che puntano sul lavoro e sulla formazione. La storia di Ebano ha radici profonde e ha inizio con l’idea, nata intorno ai primi anni novanta, di dar vita a una iniziativa imprenditoriale nel mondo dell’editoria e della cultura che potesse, in primo luogo, valorizzare la storia, le tradizioni e i valori di un territorio. La formazione continua insieme agli investimenti in ricerca e innovazione rappresentano i pilastri strategici per la nostra crescita”.  

Ma il gruppo Ebano è impegnato anche a promuovere l’inclusione sociale. “Collaboriamo da anni con organizzazioni attive nel sel supporto di famiglie in cui sono presenti casi di autismo e altre disabilità”, spiega Robiglio. “Abbiamo inoltre sviluppato – ha ricordato – progetti formativi per i detenuti del carcere di Novara, e, insieme alla Caritas di Novara, iniziative di inclusione sociale di individui immigrati”. 

 

(Fonte: Adnkronos Labitalia)

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