Gluten free, obbligo nei menu dei ristoranti: l’idea della Lega

La proposta di legge delle deputate Elena Murelli, Eva Lorenzoni e Alessandra Locatelli punta a migliorare la qualità della vita di 600 mila malati di celiachia

gluten free

Cena fuori? Impossibile. Perché si può trasformare in un incubo o giù di lì. Per chi è intollerante al glutine mangiare fuori casa non è così scontato. Negli ultimi anni sono stati fatti enormi passi in avanti, ma nella mappa dell’Italia sono ancora pochi i ristoranti e i distributori automatici che hanno nel menù piatti gluten free. Mancano norme specifiche. La proposta di legge delle deputate della Lega Elena Murelli, Eva Lorenzoni e Alessandra Locatelli mira a inserire l’obbligo di offrire una proposta di cibi gluten free in ristoranti e distributori automatici per consentire una qualità di vita migliore a 600 mila malati di celiachia. «Servono stesse regole in tutta Italia per l’acquisto di cibo senza glutine – afferma la Murelli – La nostra pdl vuole uniformare la possibilità di acquistare prodotti dedicati anche in esercizi commerciali e farmacie, con la tessera sanitaria, e prevede di specificare il contenuto di glutine nei bugiardini, ma anche di formare i ristoratori e quanti operano in strutture turistiche e alberghiere. Ad oggi non è infatti ancora obbligatorio prevedere cibi gluten free nei menu. E questo avviene anche in aeroporti, stazioni, bar e distributori automatici dentro gli ospedali, scuole o università, servizi ristorazione nei treni o negli aerei».

Nel dettaglio
Nella proposta c’è scritto che «i ristoranti, i punti di ristoro dei luoghi pubblici e i distributori automatici di alimenti dell’intero territorio nazionale devono disporre di una offerta minima di alimenti privi di glutine» e che hanno tempo tre mesi per mettersi in regola dal giorno dell’eventuale approvazione della legge. Va detto che le attività potrebbero avere problemi di spazio in cucina: le stoviglie e gli utensili dovrebbero essere aumentati. In caso contrario la probabilità di compromettere le procedure anti-contaminazione aumenterebbe in maniera esponenziale. 

La malattia
Il Ministero della Salute dice che la celiachia, o malattia celiachia, è una malattia permanente su base infiammatoria dell’intestino tenue, caratterizzata dalla distruzione della mucosa di questo tratto intestinale. E’ causata da una reazione autoimmune al glutine, la frazione proteica alcol-solubile di alcuni cereali come il grano, l’orzo, la segale. Molti sono gli alimenti che contengono questi cereali, tra i più diffusi pane, pizza, pasta, biscotti. Più del 70 per cento dei pazienti è donna. La celiachia rappresenta l’intolleranza alimentare più frequente e colpisce circa l’1 per cento della popolazione. E’ stato calcolato che in Italia il numero teorico di celiaci si aggiri intorno ai 600 mila contro i 198.427 ad oggi diagnosticati. La malattia è più frequente tra le donne. I dati ufficiali indicano che sono 59.525 i maschi affetti da celiachia rispetto a 138.902 femmine.  

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