Governo, Brunetta: «Conte bis più indisciplinato del Conte I»

In una nota il deputato e reponsabile della politica economica di Forza Italia spiega perchè a suo parere l'Italia avrà difficoltà a rispettare gli impegni con l'Europa

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Renato Brunetta (foto da Facebook)

Il governo giallorosso potrebbe essere peggiore di quello gialloverde. A spiegare il motivo è il deputato e responsabile della politica economica di Forza Italia, Renato Brunetta, che in un comunicato ricorda come entro venerdì dovrà essere presentata alle Camere la nota di aggiornamento al Def. Sia questo documento che la prossima legge di bilancio, ricorda Brunetta, dovranno avere come basi le lettere di impegni sottoscritte dall’ex ministro dell’economia, Giovanni Tria, e dal premier, Giuseppe Conte. In queste lettere, ricorda l’esponente di Forza Italia il nostro Paese ha assunto degli impegni ufficiali per evitare che venisse intrapresa una procedura d’infrazione per debito eccessivo nei confronti dell’Italia. «Non quindi mere e banali dichiarazioni d’intenti ma impegni solenni che ora il nuovo ministro dell’Economia Roberto Gualtieri è tenuto ad onorare, pena la perdita di credibilità per il nostro Paese».

Impegni dell’Italia
Secondo le promesse fatte, prosegue Brunetta, «l’Italia si è impegnata ad effettuare nella prossima manovra finanziaria tre cose: taglio del deficit strutturale, taglio della spesa pubblica e taglio delle spese fiscali. Tutto questo, in un contesto macroeconomico più favorevole di quello attuale. Perché, nel frattempo, la crescita del Pil si è ulteriormente ridotta rispetto alle stime di primavera, mentre le variabili di finanza pubblica, deficit e debito, sono aumentate rispetto al Pil. Il che significa che i compiti da fare diventano ancora più pesanti».

Conte bis peggiore del precedente governo?
Tuttavia, secondo Brunetta, «l’idea, lanciata sin da subito, di effettuare una manovra “espansiva”, che poi significa in deficit, appare chiara, dal momento che il Tesoro dà già per scontato che l’Europa sia disposta a concedere maggior flessibilità e portare il rapporto deficit/Pil per il 2020 sopra il 2,0 per cento, probabilmente al 2,1-2,2 per cento, evitando tagli alla spesa, che anzi vorrebbe essere aumentata, e alle tax expenditures. Se così fosse – prosegue – si arriverebbe al paradosso che il Governo Conte II si rivelerebbe più indisciplinato del Governo Conte I, che era stato accusato di voler far saltare gli equilibri di bilancio, complici le dichiarazioni degli esponenti della Lega e Movimento Cinque Stelle». In sostanza, conclude Brunetta, il governo che si è presentato come «amico dell’Europa rischia di essere proprio quello che non rispetta le regole nei fatti, seppure a parole dice di voler conformarsi alla volontà di Bruxelles». Il primo governo Conte «ha pagato di tasca propria i suoi autogolpe, ma ha mantenuto i conti in ordine. Il secondo, gli eventuali conti in disordine li farà pagare ai governi successivi, complice anche l’aiuto della BCE che tiene bassi i rendimenti sui titoli di Stato, e che fa sembrare che il debito pubblico non sia più un problema».