Governo, Brunetta: «Siamo di fronte a una spaccatura senza precedenti»

Il deputato e responsabile della politica economica di Forza Italia vede l'esecutivo diviso in due correnti: europeista ed euroscettica

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Renato Brunetta (foto da Facebook)

Il governo è ormai un’entità divisa in due nette correnti: europeista ed euroscettica. È questa l’opinione del deputato e responsabile della politica economica di Forza Italia, Renato Brunetta che parla di «una spaccatura senza precedenti». In una nota spiega come alla prima corrente appartengono «il ministro Tria, il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, il quale continua ad avvertire che sfidare la Ue sulla procedura mette a rischio i risparmi dei cittadini e il ministro Moavero Milanesi, sostenuti dal Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, e dal presidente della Bce, Mario Draghi, ben visti dai mercati finanziari – mentre la seconda corrente vede – i due vicepremier, Matteo Salvini e Luigi Di Maio, che sembrano aver ritrovato su questo tema la sintonia politica, molto malvista a Bruxelles e dagli investitori internazionali».

Speranza nella trattativa Roma Bruxelles
Secondo Brunetta, ormai, «in attesa di vedere se domani gli sherpa finanziari degli Stati
membri confermeranno la volontà di aprire la procedura d’infrazione contro il nostro Paese, non ci resta che sperare che nelle trattative tra Roma e Bruxelles prevalga il buonsenso e si eviti uno scontro che porterebbe l’Italia dritta al commissariamento».

Come evitare la procedura d’infrazione
E in un altro comunicato, il deputato forzista ricorda in che modo l’esecutivo potrebbe evitare la decisione della Commissione europea, prevedendo una manovra correttiva così come chiede l’Europa: «La procedura di infrazione per debito eccessivo nei confronti del nostro Paese dovrebbe essere approvata nella riunione Ecofin del 9 luglio, a meno che il Governo Conte non dichiari di voler effettuare la manovra correttiva richiesta dalla UE, di aumentare l’Iva per 23,1 miliardi nella prossima finanziaria ed effettuare privatizzazioni per 18 miliardi entro la fine dell’anno. Con l’apertura di una procedura d’infrazione, il downgrade da parte delle agenzie di rating sarà scontato, perché l’Europa metterebbe per iscritto l’insostenibilità del debito italiano».

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