Governo, Conte assicura: «Nessuno mi ha chiesto un rimpasto»

Il premier: «Sarà un agosto molto impegnativo, non vado in vacanza, cercherò di prendermi qualche fine settimana per rifiatare, ma non sto vivacchiando»  

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«Dopo la pausa della competizione elettorale, nessuno mi ha prospettato la possibilità di un rimpasto». L’ha detto il premier Giuseppe Conte durante una conferenza stampa andata in scena a Palazzo Chigi. Una conferenza stampa che sulla carta ha la missione di calmare le acque dopo le turbolenze tra Lega e M5S, tra i vicepremier Salvini e Di Maio. «C’era da completare la squadra e avevo posto una condizione: “terminiamo la partita della procedura d’infrazione per procedere”, e così è avvenuto» con la nomina di Lorenzo Fontana e Alessandra Locatelli. «Per il resto, non mi è arrivata nessuna richiesta – continua Conte – Quello che va fatto, è completare la squadra dei sottosegretari, come alle Infrastrutte. Su questo dobbiamo assolutamente procedere».

Impagni
«La mia posizione sul governo è chiara, siamo qui per realizzare un mandato preciso, con un progetto di riforme molto ampio, e invito tutti a non valutare il nostro operato giorno per giorno. Stiamo riformando il Paese, forse non ce ne accorgiamo ma lo stiamo facendo. Questo disegno richiederà del tempo, si completerà nel giro di mesi, anni. Io quando prendo gli impegni li porto a termine, mi troverete qui a cercare di soddisfare le richieste e i bisogni dei cittadini».

Niente vacanze
Ci sarà «un piano di incontri con tutte le parti sociali nei prossimi giorni, sarò un agosto molto impegnativo, non vado in vacanza, cercherò di prendermi qualche fine settimana per rifiatare, ma non sto vivacchiando». Ancora: «Fino a quando sarò qui, fino al mio ultimo giorno a Palazzo Chigi, il governo avrà tutta la forza e la determinazione per affrontare e onorare tutti gli impegni, compresa la manovra economica. Su questo, state tranquilli».

Autonomia
«Rispetto alle richieste avanzate dalle Regioni ne abbiamo accolto alcune e non altre. Uno snodo molto critico è quello sull’istruzione» ma è stato superato, spiega il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte. «Il modello della scuola è fondamentale, non può essere frammentato» perché su questo modello «si radica la formazione dei bambini, la nostra identità. E’ chiaro che non possiamo pensare che l’autonomia significhi frammentare questo modello», aggiunge il premier sottolineando che su questo punto «è stato trovato un punto di equilibrio».

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