Governo, Conte: «Non ci sono elementi che incrinino la mia fiducia»

Il premier, durante il question time alla Camera, ha parlato della prossima manovra, delle autonomie regionali e della Tav. E in Senato ha risposto alle domande sul caso Russiagate

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La prossima manovra economica, le autonomie regionali e, ovviamente, la Tav. Sono stati questi i principali argomenti affrontati dal premier, Giuseppe Conte, durante il question time alla Camera. Il presidente del Consiglio ha spiegato di ritenere un dovere essere a Montecitorio «nel rispetto della centralità del Parlamento nel suo ruolo di controllo» e difendendo l’operato dell’esecutivo ha spiegato che Lega e 5 Stelle sono «forze politiche che confermano di avere sensibilità diverse rispetto a vari temi, ma ciò non impedisce l’azione di governo». Per quanto riguarda le future azioni dell’esecutivo, Conte si è detto fiducioso sul varo della flat tax e certo che l’Iva non aumenterà: «Il governo è già impegnato per dare seguito alle indicazioni del parlamento, volte a riformare la tassazione sulle persone fisiche ed evitare l’aumento delle imposte indirette, individuando misure alternative nel rispetto di riduzione del disavanzo».

Autonomie e manovra
In merito alla riforma sulle autonomie regionali, altro tema su cui i componenti del governo non trovano un accordo, il premier ha assicurato: «Avvieremo l’interlocuzione al più presto con il Parlamento non appena avremo ultimato l’istruttoria. Il governo si impegna a tenere conto nella massima considerazioni dei rilievi delle Camere e riteniamo centrale le prerogative dell’aula». Sulle autonomie, ha aggiunto, «siamo consapevoli pienamente della centralità del Parlamento – e – ritengo non possa essere coinvolto solo al termine – del percorso con una sorta di – prendere o lasciare – ma che debba intervenire – ben prima della sottoscrizione dell’intesa – alla luce del suo – ruolo primario».
Inoltre, ha assicurato che il governo sta lavorando per accelerare i tempi della manovra economica e che sono previsti incontri con le parti sociali per presentarla in anticipo: «In vista della prossima manovra lavoreremo attivamente su 5 tavoli: riforma del sistema fiscale, predisposizione di un piano di revisione della spesa pubblica, privatizzazioni, un piano per il sud e interventi di sostegno agli investimenti e all’export».

Tav
Il premier è tornato a spiegare i motivi del sì alla Tav che hanno portato all’esultanza della Lega e di altri partiti e alle proteste dei 5 Stelle, ancora contrari all’opera. «In ogni interlocuzione ho sempre sostenuto la volontà dell’Italia di ridiscutere l’opera – ha ricordato, e – aver tenuto il punto – con Europa e Francia – ci ha consentito di ottenere un oggettivo passo avanti dal punto di vista economico. Ciò che non siamo riusciti ad ottenere è la discussione dell’opera, per la ferma decisione della Francia a proseguirla. E questo è stato l’elemento decisivo che ha pesato nella mia valutazione». Una decisione unilaterale dell’Italia «avrebbe costi ingenti per le casse dello Stato e quindi chiare ripercussioni negative». Inoltre, «quando si ha a che fare con accordi internazionali tra due Paesi – ha rimarcato il premier – già ratificati da entrambi i parlamenti, si hanno infatti due strade per venir meno alla precedente intesa: o si raggiunge un nuovo accordo bilaterale oppure si assume la responsabilità di procedere con una determinazione unilaterale. Da qui – ha concluso Conte – la mia affermazione che oggi fermare l’opera sarebbe più svantaggioso che realizzarla. L’eventuale decisione unilaterale necessiterebbe, evidentemente, di un passaggio parlamentare».

Caso Russiagate
Più tardi al Senato, Conte ha risposto alle domande che gli sono state poste sul caso Russiagate e la possibilità che la Lega sia stata finanziata da denaro proveniente dal petrolio russo: «Non mi sono mai sottratto all’interlocuzione col Parlamento – ha spiegato – per il rispetto che nutro nei confronti dell’Aula. Il confronto tra governo e Parlamento è la vera essenza della nostra forma di governo». Sulla vicenda dei presunti finanziamenti russi alla Lega, ha spiegato che «non ci sono elementi che possano incrinare la fiducia che nutro verso tutti i membri del governo». E in merito alla presenza a Mosca di Gianluca Savoini e dell’incontro all’Hotel Metropol ha aggiunto: «Il signor Gianluca Savoini non riveste e non ha rivestito incarichi formali in qualità di consulente esperto di questo governo. Risulta presente in una missione ufficiale a Mosca del 15-16 luglio 2018 a seguito del vicepremier Salvini». Infine, al termine dell’intervento, durante il quale il premier, interrotto più volte, ha protestato veementemente («Mi avete chiamato a riferire o volete che mi interrompo qui?»), è stato assicurato ai parlamentari un maggior rigore nei futuri incontri bilaterali: «Mi adopererò – ha concluso Conte – affinché tutti i ministri e i membri del governo vigilino col massimo rigore affinché negli incontri governativi a livello bilaterale siano presenti solo persone accreditate ufficialmente e tenute, per dovere d’ufficio, al rispetto del vincolo della riservatezza».

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