Governo, Delrio: «Ha messo il Paese in ginocchio. Di Maio chieda scusa»

Il capogruppo democratico alla Camera all'attacco dei due vicepremier. E in un'intervista a La Stampa dice di essere pronto a discutere con i grillini sui temi del salario minimo e del conflitto d'interessi. Ma Di Maio replica: «No grazie»

Pd

«Se c’è qualcuno che deve chiedere scusa dei propri errori e dei danni causati al Paese questo è Di Maio con il suo alleato Salvini di cui si vergogna. Il governo ha messo in ginocchio l’Italia e non ha una strategia per rimediare. Noi tifiamo per l’Italia e vogliamo che i problemi si risolvano. Per questo abbiamo sempre dialogato in Parlamento. Ma con un governo che continua sulla strada della incompetenza e dell’arroganza la strada è chiusa». Lo ha dichiarato in una nota il capogruppo democratico alla Camera, Graziano Delrio.

Temi caldi
In un’intervista a La Stampa, pubblicata oggi, Delrio è intervenuto anche sul tema delle province: «Si vede che Salvini ha bisogno di qualche poltrona in più e la sua è solo una manovra elettorale. Fanno bene i M5S a dire no all’elezione diretta», ha affermato il capogruppo del Pd alla Camera.

E ancora su un eventuale appoggio delle norme caldeggiate da M5S (taglio degli stipendi dei parlamentari, conflitto d’interessi, acqua pubblica, salario minimo e legge che toglie i partiti dalla sanità), Delrio ha affermato: «Sulla sanità basta applicare le norme che ci sono, non c’è scritto da nessuna parte che i partiti debbano intervenire nelle nomine. Invece sul salario minimo siamo d’accordo, lo abbiamo proposto per primi. Per noi va fatto in accordo con i sindacati. Sul taglio degli stipendi diciamo che serve loro per recuperare qualche punto nei sondaggi: se accettassimo di discuterne seriamente si potrebbe trovare un’intesa».

E poi, «Conflitto d’interessi? Assolutamente sì – prosegue Delrio -, ma deve riguardare tutti, anche la trasparenza di piattaforme informatiche e la manipolazione dei dati. Invece sull’acqua pubblica la nostra posizione è chiara: le tariffe vengano decise dai sindaci e la gestione sia controllata e monitorata dal pubblico, senza statalizzare ogni cosa. La loro proposta non va bene, non stimola gli investimenti».

La replica di Di Maio
Pronta è arrivata la risposta del vicepremier, Luigi Di Maio, che su facebook ha scritto: «Oggi leggo un’intervista del capogruppo Pd Graziano Delrio in cui si dice pronto a discutere con il MoVimento 5 Stelle sulle nostre proposte sul conflitto di interessi e il salario minimo. La risposta è semplice: no, grazie». «Non solo, è curioso che proprio oggi il Pd si svegli dopo che ha avuto 20 anni per concretizzare queste due proposte. Ed è ancora più curioso che sul taglio degli stipendi dei parlamentari, un’altra proposta del MoVimento, se ne stia in silenzio – prosegue il vicepremier -. Anzi, questo nuovo pseudo-Pd ha fatto persino il contrario, proponendo una legge per alzarli gli stipendi dei  parlamentari, che è ridicolo!». «Quindi no, grazie! Avete avuto il vostro tempo. Il nostro appello invece è agli amici della Lega con cui condividiamo un contratto di governo. Ci auguriamo di ricevere presto una risposta. Dobbiamo portare avanti il cambiamento e dobbiamo farlo veramente!», conclude Di Maio.

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