Governo, Di Maio: «Alla gente non serve lo ius soli. L’Italia ha altre priorità»

Il ministro degli Esteri allontana la possibilità che venga presa in considerazione la proposta avanzata dal segretario del Pd, Zingaretti

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Emergono divergenze tra gli alleati di governo dopo che, alcuni giorni fa, il segretario del partito democratico, Nicola Zingaretti, aveva ricordato l’importanza di un provvedimento a favore dello ius soli o dello ius culturae. Un’affermazione che ha scatenato una serie di polemiche dall’opposizione, con Matteo Salvini che ha annunciato di esser pronto a dare battaglia contro il provvedimento, e dagli stessi alleati di governo del MoVimento 5 Stelle. Lo stesso leader pentastellato, Luigi Di Maio, in un’intervista al Corriere della sera ha ribadito il suo pensiero: «Per le strade la gente non mi ferma per chiedermi lo ius soli. Mi chiede lavoro, meno tasse, liste di attesa negli ospedali più veloci. L’Italia non è un prodotto da campagna elettorale. Milioni di famiglie aspettano risposte. È un tema che non è mai entrato nel programma di governo, né entrerà ora».

Altre priorità
Secondo Di Maio, in questo momento le priorità da affrontare sono altre a cominciare dall’introduzione del salario minimo e dalla legge sul conflitto di interessi: «Per il Movimento dare un’anima a questo governo significa dare tutto per gli italiani. Se ci sono delle difficoltà è normale perché siamo nati in poche settimane, ma vedo un clima positivo: non roviniamolo con slogan per il nostro elettorato. Dopo la manovra mi auguro che ci siederemo a un tavolo e lavoreremo a un calendario per il 2020. A partire da salario minimo, legge sul conflitto di interessi e riforma della sanità».

Modifiche al Fondo salva Stati
Riguardo al Mes (Meccanismo europeo di stabilità, o Fondo salva Stati) e a una sua modifica, il ministro degli Esteri spiega di aver chiesto la convocazione di un vertice poiché «in Europa siamo stati abituati a colpi bassi in passato, che non abbiamo più intenzione di subire». Nei giorni scorsi il leader della Lega, Salvini, aveva chiesto che il premier, Giuseppe Conte, si recasse in Parlamento per fare chiarezza sull’argomento affermando che il premier avesse avallato la modifica del Mes, su cui è arrivata la pronta smentita di Palazzo Chigi. Sul fondo salva-Stati, aggiunge Di Maio nell’intervista al Corriere, «Conte non ha firmato nulla e questo non è un vertice contro di lui, anzi lo sosteniamo. Ma è giusto fare il punto. Una riforma del Mes che stritola l’Italia non è fattibile».