Governo, Di Maio: «Con Salvini andiamo avanti, ma non per vivacchiare»

Il vicepremier e ministro del Lavoro, a Radio24, parla dei prossimi passi dell'esecutivo e dei rapporti dell'Italia con l'Unione europea

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Basta con il muro contro muro e apertura al dialogo. È questo il nuovo corso del governo nei rapporti con l’Unione europea come spiegato dal vicepremier, Luigi Di Maio. In un’intervista a Radio24, infatti, il leader del MoVimento 5 Stelle spiega che alla lettera sulla situazione dei conti pubblici dell’Italia, inviata dalla Commissione europea, «dobbiamo rispondere con la politica e non con la burocrazia». Bisognerà trovare un accordo anche riguardo ai prossimi passi che intende compiere l’esecutivo: «Dobbiamo abbassare le tasse per far ripartire l’economia. I margini ce li deve dare l’Unione Europea su investimenti e taglio del cuneo fiscale. In questo modo potrà calare anche il debito». Bruxelles, ha aggiunto, «ci chiede di tagliare. Noi sicuramente faremo tagli alle spese inutili, contrasteremo l’evasione con il carcere per gli evasori ma – ha ribadito – dobbiamo abbassare la tassazione per far ripartire l’economia del Paese».

Incontro con Salvini
Del modus operandi da tenere con l’Europa, il vicepremier ne ha discusso con il suo corrispettivo, il leader della Lega, Matteo Salvini: «È stato un incontro buono. Ci siamo detti che se andiamo avanti lo facciamo non per vivacchiare, ma per gli obiettivi che ci siamo dati. Abbiamo parlato di salario minimo, di abbassamento delle tasse e dell’atteggiamento che dobbiamo tenere con l’Europa, mentre non c’è stata discussione sui ruoli né su eventuali rimpasti», ha spiegato Di Maio, aggiungendo che a breve «ci saranno le nomine del ministro per gli Affari europei e dei sottosegretari da rimpiazzare».
I due vicepremier, probabilmente, avranno anche parlato della possibilità che come commissario europeo per l’Italia venga indicato un esponente della Lega (da qualche tempo si fa il nome del sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Giancarlo Giorgetti). Tuttavia, per il leader 5 Stelle, non è importante a quale dei due partiti della maggioranza appartenga chi verrà scelto per rappresentare il Paese, «l’importante è che sia all’altezza della carica e che si occupi e difenda le nostre imprese».

Caso Garavaglia
E su un possibile nuovo caso che vede coinvolto un esponente del governo (dopo quelli che hanno riguardato il sottosegretario Siri e il viceministro Rixi, entrambi della Lega) come il viceministro all’Economia, Massimo Garavaglia, accusato di turbativa d’asta quando era assessore lombardo, l’opinione del vicepremier è molto chiara: «Mi auguro che il viceministro Garavaglia sia innocente. Altrimenti auspico che lasci come successo con Rixi».

Fusione Fca-Renault
Nell’intervista si è parlato anche di aspetti riguardanti le imprese italiane, soprattutto il recente caso che ha visto protagonista Fca e la mancata fusione con Renault. Quella del governo italiano di non intervenire nella trattativa, sottolinea il ministro del Lavoro e dello Sviluppo economico, «è stata una scelta azzeccata. L’interventismo di Stato ha provocato un fallimento. Nemmeno Renault è stata contenta». E aggiunge: «Si trattava di un’operazione di mercato importante che abbiamo rispettato, nonostante fossimo a contatto con i vertici di Fca».

Sblocca Cantieri
Infine, il vicepremier risponde alle preoccupazioni espresse dal presidente dell’Anac Raffaele Cantone sul decreto sblocca cantieri: «In Italia tutti sanno che non è complicando il codice appalti che si contrasta la corruzione. Non abbiamo eliminato le norme che prevedono i controlli sugli appalti. Abbiamo eliminato – ribadisce Di Maio – quelle interne al codice che impedivano alle imprese di partecipare agli appalti».

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