Governo, Di Maio: «E’ stato difficile cambiare coalizione in una estate»

Il capo politico del M5S: «Abbiamo dimostrato davvero di essere post-ideologici: abbiamo accettato di lavorare con forze politiche di destra o di sinistra»

M5S

Luigi Di Maio a 360°. Il capo politico del M5S è tornato a scrivere sul Blog delle Stelle mettendo il focus sulla votazione su Rousseau che riguarda il patto civico per l’Umbria. Non solo. Luigi Di Maio ha fatto un passo indietro spiegando il motivo del passaggio dal governo gialloverde al governo giallorosso.

Post-ideologici
«E’ stato difficile cambiare coalizione di governo in una estate, lo ammetto. E’ stata durissima non vedere riconfermati alcuni dei nostri Ministri, è stato difficilissimo creare un programma in pochi giorni, per me non è stato semplice per nulla ed è per questo che alzavo la voce sui 20 punti del programma. Punti che parlavano di ambiente, di giustizia sociale, di economia sostenibile. Ora siamo qui e abbiamo realizzato un’altra impresa. E abbiamo dimostrato davvero di essere post-ideologici: abbiamo accettato di lavorare  con forze politiche di destra o di sinistra. Facendo un nuovo governo Conte, con una forza politica diversa. Qualcuno dice che l’abbiamo fatto per le poltrone. Io dico che l’abbiamo fatto perché altrimenti l’Italia avrebbe avuto un governo che per prima cosa avrebbe cancellato la legge anticorruzione e rimesso la prescrizione e, magari, fatto eleggere Berlusconi Presidente della Repubblica».

Sul Pd e il futuro
«Qualcun altro dice: “non vi fidate del Pd”, “attenti”, “non fatevi fregare”. Io dico a tutti: la fiducia si dimostra! E in questo caso alla prova dei voti in Parlamento. E la prima prova di questo governo è il taglio dei parlamentari. Va fatto nelle prime due settimane di ottobre. Perché qualsiasi cosa accada, alla fine voglio poter dire a tutti che siamo riusciti in una riforma che gli italiani aspettavano da decenni. E poi la vera prova del nove per noi e per questo governo sarà la legge di bilancio di dicembre. Il minimo sindacale è evitare l’aumento dell’Iva. Si rischiava che ogni famiglia pagasse circa 540 euro in più l’anno prossimo. E poi c’è tanto da fare nella stessa legge: dobbiamo dare ai lavoratori un salario minimo e abbassare le tasse. Altrimenti che cavolo ci stiamo a fare al governo? Mentre facciamo questo, c’è sempre la questione immigrazione. Perché non voglio che questo governo inizi a minimizzare una situazione così complessa. Abbiamo intrapreso una strada che sta dando risultati e vogliamo proseguire. So che sono stati mesi difficili, so che è dura. So che non riusciamo a riprendere fiato da anni, con elezioni ed elezioni che si susseguono ogni mese. Ma non possiamo fermarci ora. E allora ecco che nei prossimi mesi dovremo prendere altre decisioni epocali che ci riguardano».

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