Governo, Di Maio: «Non dobbiamo andare avanti a tutti i costi»

Il vicepremier e ministro del Lavoro, a Radio anch'io su Radio 1, ha affrontato le ultime questioni che riguardano l'esecutivo in particolare sulle materie economiche come la flat tax

M5S

Sul fronte tasse sembra che Luigi Di Maio e Matteo Salvini viaggino sulla stessa lunghezza d’onda. Come dichiarato più volte dal ministro dell’Interno, infatti, anche il leader del MoVimento 5 Stelle spiega che il governo non ha in programma nessuna manovra correttiva e di avere tra i suoi obiettivi l’abbassamento delle tasse: le tasse: «Quali siano le coperture – afferma in un’intervista a Radio anch’io su Radio 1 –  sarà oggetto della discussione fino a quando non approveremo la legge di bilancio a dicembre». Di Maio ricorda la necessità di ridurre il carico fiscale per far diminuire il debito pubblico e favorire la crescita e sulla flat tax e le dichiarazioni de ministro dell’Economia, Giovanni Tria, che avrebbe affermato come la misura non potrebbe essere realizzata in deficit, precisa: «Ho partecipato al vertice di maggioranza e non ho sentito il ministro Tria dire la flat tax non si può fare o non possiamo fare deficit. Siamo solo all’inizio di un percorso per mettere in piedi, a dicembre, una legge di bilancio realistica, che non vuole sfondare i parametri o creare tensioni clamorose con la Ue».

Flat tax
L’importante, aggiunge il ministro del Lavoro e dello Sviluppo economico, è che la misura della cosiddetta tassa piatta non sia iniqua e per farlo «verrà semplicemente messo un tetto. Noi dobbiamo riuscire a abbassare le tasse al ceto medio. Non si andrà oltre i 60.000-70.000 euro di reddito annuo come tetto massimo».  Inoltre il leader pentastellato ha voluto rassicurare sul fatto che il calo delle imposte non sarà mascherato e a fine anno non verrà aumentata l’Iva per reperire i fondi necessari alla flat tax. «Il nostro obiettivo è il salario minimo a l’abbassamento del cuneo fiscale, portando lo stipendio minimo orario a 9 euro».

Futuro del governo
Durante l’intervista è stato affrontato anche il tema sulla tenuta dell’esecutivo. Su questo punto il parere di Di Maio è chiaro: «Il governo deve andare avanti se riesce a fare delle cose concrete. Non è che dobbiamo andare avanti a tutti i costi. Nessuno si deve far desiderare». Secondo un retroscena pubblicato dal quotidiano “La Stampa”, il leader della Lega, Matteo Salvini, avrebbe detto ai ministri del suo partito di tenersi pronti per le elezioni anticipate. «Ogni giorno si dice “staccate la spina… chi stacca la spina per primo” – ha commentato Di Maio – Noi stiamo al governo per fare delle cose concrete, se le cose non si faranno più prenderemo altre decisioni».

Vertenza Whirlpool
Infine, il ministro dello Sviluppo economico ha risposto al suo predecessore, Carlo Calenda che lo aveva accusato di aver mentito in Parlamento quando aveva affermato che l’impianto dell’azienda a Napoli non avrebbe chiuso: «Io non sapevo assolutamente che lo stabilimento avrebbe chiuso – ha sottolineato Di Maio – In quali condizioni fosse lo stabilimento Whirlpool si sapeva da mesi, tanto è vero che gli operai stavano con i contratti di solidarietà». E spiega che durante l’incontro al Mise sia stato fatto un passo avanti anche se, conclude, «non posso dire che è stato pienamente soddisfacente, perché Whirlpool ci ha detto che non vuole disimpegnarsi dallo stabilimento Napoli, quando prima aveva detto che se ne sarebbe andata. Su questo ripensamento penso che abbia inciso anche la mia decisione di ritirare gli incentivi che erano stati assegnati».

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