Governo, Di Maio: «Salvini la smetta di prenderla sul personale»

Il vicepremier e ministro del Lavoro, ha parlato, in un'intervista a Radio Anch'io, dei principali argomenti che hanno visto coinvolto l'esecutivo negli ultimi giorni

Lega

Un Luigi Di Maio a 360 gradi, intervistato durante la trasmissione Radio Anch’io, ha affrontato i temi principali che hanno coinvolto il governo negli ultimi giorni. A cominciare dal caso Siri. Il giorno seguente la revoca del mandato del sottosegretario ai Trasporti, indagato per corruzione, il ministro del Lavoro ha mandato un messaggio a Matteo Salvini, che ha sempre difeso Siri ed è sempre stato contrario alla soluzione presa, infine, dal governo. «Salvini – ha detto Di Maio – la smetta di prenderla sul personale, come sul caso Siri, è il momento di sederci intorno a un tavolo e affrontare una serie di temi».

Le priorità del governo
Secondo Di Maio, continuare a litigare e minacciare crisi di governo per ogni discussione è un modo di fare che non piace agli italiani: «Per me il governo va in crisi su un solo tema, la corruzione. Se l’inchiesta su Siri si dovesse allargare per me sarebbe un grande problema, mi auguro che non sia così».
Per il vicepremier e leader del MoVimento 5 Stelle, la cosa più importante per l’esecutivo è ripartire dalle priorità che sono quelle presenti «nel contratto di governo. Ho detto, facciamo un vertice di governo anche domani per andare avanti su salario minimo, flat tax e sostegno alle famiglie che fanno figli».
Inoltre, Di Maio ha commentato anche le frasi di Salvini sulla lotta alla droga, ricordando anche l’importanza del contrasto alle mafie: «La lotta alla droga è come la pace nel mondo, siamo tutti d’accordo. Più controlli fa e meglio è, non c’è nessuna volontà di non sostenere il ministro dell’Interno nella lotta alla droga. Massimo sostegno, ma anche lotta alla mafia».

Le critiche alla Raggi
Tuttavia, per il vicepremier i problemi non sono soltanto gli equilibri all’interno del governo, ma anche in seno al suo stesso movimento. Di Maio è tornato sulla vicenda di Casal Bruciato, quartiere di Roma, teatro di forti contestazioni verso la sindaca Virginia Raggi dopo l’assegnazione dal Comune di un alloggio popolare a una famiglia bosniaca di 14 persone. Ieri, si parlava di un vicepremier fortemente irritato verso la prima cittadina, ma il vicepremier ha voluto smentire questo scenario: «Ho letto che mi si attribuisce che sono irritato e arrabbiato, ma non sono irritato – ha spiegato – Quando si minaccia una donna di stupro, si costringono i bambini chiusi in casa perché hanno un alloggio per legge è giusto dare la massima solidarietà. Io comprendo che ci sia tensione sociale, ma questa non si può combattere stando da una parte o dall’altra ma trovando una soluzione: il tema non è schierarsi ma abbassare la tensione sociale».

L’attacco al Pd
Infine, Di Maio ha espresso forti critiche verso il Partito democratico: «Il Pd che doveva rinascere ha fatto una sola proposta, quella di Zanda che aumenta gli stipendi dei parlamentari. Ora voglio fare un appello a Zingaretti: faccia ritirare a Zanda anche l’altra proposta che ricostituisce il finanziamento pubblico ai partiti, bocciato dagli italiani con un referendum, si rispetti il volere degli italiani». E allontana la possibilità di un futuro accordo tra 5 Stelle e dem: «Questo nuovo Pd è il Pd renziano con un altro nome davanti: Zingaretti – ha concluso il vicepremier- Si possono avere anche programmi simili ma non è possibile nessuna intesa con loro, io sono al governo per impedire che questa gente torni al governo».