Governo, la strategia di Giorgia Meloni: ‘Conte a casa, si può votare a giugno’

Giorgia Meloni dice ‘no’ ad un governo di larghe intese.  Lo ribadisce in una lettera inviata a Libero e spiega i motivi per i quali si potrà andare a votare molto prima di quanto si pensi. Lo fai attraverso una lettera indirizzata a Libero che aveva mosso critiche a Fratelli d’Italia che ponendo il veto ad un governo  d’unità nazionale, di fatto, rischiava di dare maggiori chance al governo Conte di proseguire sulla propria strada.

Fratelli d’Italia: pronta mozione di sfiducia verso Conte?

Nei giorni scorsi Matteo Salvini e la Lega avevano quasi benedetto la possibilità che, nelle prossime settimane, potesse nascere un nuovo governo caratterizzato da ‘larghe intese’. Un escamotage per sbarazzarsi di Conte, creare un esecutivo in grado di fronteggiare le varie emergenze italiane e traghettare il Paese verso elezioni da fare con tranquillità. Lo stesso Salvini aveva parlato di otto mesi di attesa, considerate le incombenze derivanti dal coronavirus e dai tecnicismi elettorali. Addirittura c’era chi, come Edoardo Rixi, aveva persino fatto il nome di Draghi come premier per ritrovare credibilità internazionale.

Tutte ipotesi non fanno fare i salti di gioia a Giorgia Meloni. Nella sua lettera indirizzata a Libero ha infatti enumerato tre punti che, a suo avviso, rischiano di far fraintendere la posizione di Fratelli d’Italia.  Li ha chiariti uno dopo l’altro.

Per la Meloni si può votare a giugno

Il primo è che il suo partito non vede l’ora di vedere Giuseppe Conte e la sua maggioranza a caso.  Non a caso ha detto di essere pronta ad un’eventuale mozione di sfiducia, anche per parametrare le reali intenzioni delle altre forze politiche.

Il secondo è che, a suo avviso, è sbagliato credere che occorrerà molto per votare.  Secondo Giorgia Meloni, infatti, il referendum il 29 marzo sul taglio dei parlamentari non sposta molto più in là il limite minimo per andare alle urne.  Sottolinea, infatti, come occorrerebbe aspettare 60 giorni più i tempi tecnici per ridisegnare i nuovi collegi elettorali, in caso di taglio del Parlamento. Non a caso è sicura che si possa andare al voto a fine maggio o al più tardi giugno.

La numero uno di Fratelli d’Italia ha, inoltre, rivelato di non credere molto all’ipotesi di governo nazionale con larghe intese anche per ragioni numeri. A suo avviso non ci sarebbero i numeri per crearlo come centrodestra con l’appoggio di Renzi.  Per lei occorrerebbe anche affidarsi ad una pattuglia di grillini. Un pensiero che non le fa fare i salti di gioia.