Governo, le priorità del Conte-bis: lavoro, giovani e Iva

Cuneo fiscale, salario minimo e difesa del Made in Italy. Ma la sfida più grande è rappresentata dalla prossima legge di Bilancio

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Ormai è tutto pronto per il Conte-bis, sostenuto dall’alleanza Pd e M5S con il supporto di Leu. Ma quali sono le priorità del nuovo governo? Lavoro in primis. Con un occhio attento alla prossima legge di Bilancio, ai giovani e alla difesa del Made in Italy.  

Dal cuneo fiscale al salario minimo
La missione è ridurre le tasse sul lavoro a vantaggio di chi lavora (cuneo fiscale), ma anche indicare una retribuzione giusta (salario minimo), «garantendo le tutele massime a beneficio dei lavoratori, anche attraverso il meccanismo dell’efficacia erga omnes dei contratti collettivi sottoscritti dalle organizzazioni sindacali maggiormente rappresentative». Focus anche sul giusto compenso per i lavoratori non dipendenti e sull’imprenditoria femminile.

Stop aumento Iva
La sfida più grande è rappresentata dalla prossima legge di Bilancio, nella quale c’è bisogno di ottenere la sterilizzazione delle clausole di salvaguardia rispettando i vincoli dell’Europa. Bisogna trovare 23 miliardi per evitare l’aumento dell’Iva al 25 per cento. Il tutto in un contesto di stagnazione per l’Italia e con il Pil globale fermo.  

Focus sui giovani
Stop alla fuga dei cervelli. Sì alla pensione di garanzia e alle politiche di welfare per gli Under 35. Il programma stilato dal M5S e dal Pd vuole risollevare le sorti pensionistiche di chi è stato assunto dopo il 1995, data di avvio del metodo di calcolo contributivo, che rischia di far maturare assegni del tutto inadeguati se non inesistenti.

Per il Made in Italy
Guerra aperta al caporalato. C’è difendere il Made in Italy in vista dei dazi imposti dagli Usa e dalla Brexit. «L’agricoltura e l’agroalimentare rappresentano un comparto decisivo rispetto alle sfide che il nostro Paese deve affrontare. È necessario sviluppare la filiera agricola e biologica, le buone pratiche agronomiche; conservare e accrescere la qualità del territorio, contenendo il consumo del suolo agricolo; adottare gli strumenti necessari per preservare le colture tradizionali e biologiche, tutelando peculiarità e specificità produttive, così come l’agricoltura contadina nelle cosiddette “aree marginali”; sostenere le aziende agricole giovanili; investire nella ricerca in agricoltura, individuando come prioritari la sostenibilità delle coltivazioni e il contrasto ai mutamenti climatici, l’uso efficiente e sostenibile della risorsa idrica, la più ampia diffusione dell’agricoltura di precisione», si legge nel programma. 

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