Governo, le priorità di Conte: giovani, tasse e pubblica amministrazione

Ecco cosa prevede il contratto M5S-Pd che ha la missione di creare «un’Italia migliore» da qui al 2023, la fine naturale della legislatura

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Idee chiare. Almeno sulla carta. Giuseppe Conte ha in mente le priorità del governo giallorosso, basato sulla sinergia tra Pd e M5S. Ecco i punti principali sui quali si impegnerà l’azione del nuovo esecutivo: focus sull’ambiente, attenzione alle nuove generazioni e al Sud, potenziamento del settore scuola, equità fiscale e profondo restyling della pubblica amministrazione, puntando sulla velocità e prontezza d’azione della stessa, ma anche sulla lotta alla corruzione. Questo, in sostanza, prevede il contratto di governo che ha la missione di creare «un’Italia migliore» da qui al 2023, la fine naturale della legislatura.         

Il discorso
«Mi ripropongo – afferma Giuseppe Conte – di creare una squadra di lavoro che si dedichi incessantemente e con tutte le proprie competenze ed energie a offrire ai nostri figli l’opportunità di vivere in un Paese migliore: un Paese in cui l’istruzione sia di qualità e aperta a tutti; un Paese all’avanguardia nella ricerca e nelle più sofisticate tecnologie; che primeggi, a livello internazionale, nella tutela dell’ambiente, della protezione delle bio-diversità e dei mari; che abbia infrastrutture sicure e reti efficienti; che si alimenti prevalentemente con le energie rinnovabili; che valorizzi i beni comuni e il patrimonio artistico e culturale; che integri stabilmente nella propria agenda politica il Benessere equo e sostenibile».

«Un Paese – insiste Conte – che rimuova le diseguaglianze di ogni tipo: sociali, territoriali, di genere; che sia un modello di riferimento, a livello internazionale, nella protezione delle persone con disabilità; che non lasci che le proprie energie giovanili si disperdano fuori dei confini nazionali, ma un Paese che sia anzi fortemente attraente per i giovani che risiedono all’estero; che veda un Mezzogiorno finalmente rigoglioso di tutte le sue ricchezze umane, naturali, culturali».

«Un Paese nel quale la pubblica amministrazione non sia permeabile alla corruzione e sia amica dei cittadini e delle imprese; con una giustizia più equa ed efficiente; dove le tasse – scandisce il premier incaricato – le paghino tutti, ma proprio tutti, ma le paghino meno».

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