Governo, le tre richieste di Renzi per non aprire la crisi

Non è all’opposizione Matteo Renzi, ma è da lì che sembrano provenire le sue parole. Il fondatore di Italia Viva è intervenuto a Cartabianca nella serata di martedì, 15 dicembre, a reiterare le sue richieste al Governo di cui fa parte. Minacciando ancora una volta la crisi.

Doveva tenersi oggi l’incontro fra Renzi e il premier Conte, incontro che è saltato a causa dell’assenza della capodelegazione di IV Teresa Bellanova, a Bruxelles nelle veci di ministra dell’Agricoltura.

Nonostante il bidone al capo del Governo, la posizione di Renzi non si è ammorbidita nelle ultime ore. Nel corso della trasmissione di Rai 3, l’ex presidente del Consiglio ha ribadito di sperare ancora in un dialogo con Conte. Ma se alcune richieste rimarranno inascoltate, Italia Viva ritirerà il proprio supporto all’esecutivo.

Noi non siamo disponibili a stare dentro un Governo che si prende i pieni poteri. Abbiamo detto di no a Salvini, non diremo di sì a Conte”, ha detto Renzi.

Quindi il fondatore di IV ha elencato i tre temi su cui non è disposto a trattare:

  • la task force per il Recovery Fund;
  • l’attivazione del MES;
  • la delega ai servizi segreti.

Secondo Renzi, la colpa di Conte è quella di volere accentrare i poteri su di sé, come avrebbe voluto fare Matteo Salvini prima della rottura del Papeete. Il primo problema è quello della task force del Recovery Fund, con la quale secondo Renzi Conte vorrebbe esautorare il Governo.

“Bisogna eliminare la cabina di regia. Mettere 300 consulenti, scelti magari fra gli amici degli amici, dopo aver tagliato 300 parlamentari, non è il massimo”, ha detto Renzi.