Governo, Pd apre a M5S. Bettini: «Trattiamo accordo anti-Salvini»

L'ex deputato e coordinatore della segreteria dem lancia la proposta in un'intervista al Corriere della sera e incassa il sostegno di Martina e Franceschini. Mentre FdI parla di "inciucio"

governo

«Il Pd deve avere il coraggio e la determinazione di trattare un accordo di governo con il M5S in chiave anti-Salvini». Ad affermarlo in un’intervista al Corriere della sera è l’ex deputato e coordinatore della segreteria dem, Goffredo Bettini. «L’idea di un governo istituzionale, di transizione, di un governo del presidente, chiamatelo come volete, è un tragico errore. E bene ha fatto, con coraggio, Nicola Zingaretti a opporsi con forza. Dopo esserci fatti carico di una manovra economica pesantissima, che avrebbe come obiettivo quello di porre rimedio ai guai provocati dal governo gialloverde, torneremmo comunque al voto nel giro di poco. Con la certezza di vedere decuplicato il rischio della deriva plebiscitaria di Salvini». Bettini parla esplicitamente di «un governo politico di legislatura», sorretto da una maggioranza Pd-M5s. «È un tentativo difficilissimo ma vale la pena di provarci. Salvini non lo contrasti con gli insulti, né con le polemiche sulla moto d’acqua o sulle sue mutande, né tantomeno con un governicchio che gli darebbe l’arma, fasulla ma efficace, di sostenere che stiamo facendo un golpe per evitare il voto democratico. Soltanto un accordo di legislatura, basato su una profonda riflessione politica, può consentire al Pd e al M5S di rispondere alla rivoluzione conservatrice lanciata dal leader della Lega».

I sostenitori della proposta
«Considero la traccia di lavoro proposta in queste ore da Goffredo Bettini giusta e da sostenere. E’ chiaro che i margini di un confronto con il Movimento 5 Stelle sono assai limitati ma rimangono possibili se matureranno una nuova consapevolezza politica, alternativa al pericolo estremista di Matteo Salvini. Non accordi di corto respiro ma una vera svolta utile al paese a partire da Europa, lavoro, scuola, ambiente. Mettendo in discussione anche le folli politiche migratorie del ministro uscente della paura. Il Pd unito può fare la differenza in questo confronto e respingere così il gioco pericoloso di Salvini sulla pelle degli italiani», sostiene Maurizio Martina intervenendo a Circo Massimo su Radio Capital.

«Bettini indica un percorso difficile ma intelligente che credo valga la pena provare a percorrere. Sarà pieno di insidie e potremo provarci solo con un patto interno al Pd: lavorare tutti come una squadra, unita intorno al Segretario», scrive Dario Franceschini su Twitter.

La posizione di Sinistra Italiana
«Il ragionamento vale sia nel caso si vada alle elezioni sia che si apra una discussione diversa in questo Parlamento: davanti al rischio di ”pieni poteri” per Salvini serve una proposta democratica larga e alternativa nel merito. Se lo si fa per opportunismo tattico ha ragione Zingaretti: meglio votare», afferma Nicola Fratoianni di Sinistra Italiana in un’intervista su Il Manifesto. «Siamo ad un passaggio decisivo non per gli scampoli di questa legislatura – sostiene – ma per le prospettive del nostro Paese. È innanzitutto necessario spiegare a Salvini che non è il padrone dell’Italia e che la crisi di governo che lui ha aperto va gestita con una procedura ordinata. Salvini ha portato a casa tutti i risultati voluti vampirizzando il M5S e ora lo scarica puntando al piatto grosso del governo in solitaria. Davanti ad una degenerazione della cultura democratica del Paese, come quella a cui stiamo assistendo, dobbiamo mettere da parte le ostilità preventive per costruire un’alleanza con l’arco più ampio di forze disponibili. Però per evitare i pieni poteri a Salvini tutto si può fare tranne un’operazione di respiro esclusivamente tattico».

«Sebbene con coerenza in questi anni abbiamo combattuto la deriva liberista del Pd, in questo momento non auspico scissioni, frantumazioni o scontri. Il Pd ha l’onere di avanzare una proposta. Mi auguro però – insiste l’esponente della sinistra – che l’attuale situazione acceleri una discussione di fondo che riguarda sia la natura del Pd sia le forze che in questi anni si sono collocate alla sua sinistra. Alcuni segnali ci sono e li colgo favorevolmente sperando che portino ad avanzare una proposta politica in forte discontinuità col passato». «Dopo le ultime elezioni la frammentazione della sinistra politica risulta ormai sempre più insopportabile alla maggioranza delle persone che si sentono di sinistra. Per questo l’ultima chiamata deve portarci tutti da un lato a costruire percorsi e pratiche unitarie, dall’altro a ricercare una “connessione sentimentale” con quella larga parte della società italiana che in questo momento pensa che di fronte all’aggressività di una destra nazionalista e autoritaria – conclude Fratoianni – c’è l’urgenza di una coalizione larga e alternativa. Quando è a rischio la democrazia, l’unità è precondizione necessaria».

Voci contrarie
«Quanto suggerisce Bettini sono prove tecniche di inciucio. Bettini è stato protagonista di una stagione nella quale l’ex Pci alla prova del governo spaventava e quindi cercava soluzioni “morbide” come quelle romane di Francesco Rutelli ed Enrico Gasbarra e quella nazionale di Romano Prodi. Si trattava di un partito di massa che doveva farsi accettare», ha detto a Omnibus su La7 il vice presidente della Camera Fabio Rampelli (Fdi). «Oggi gli ex-comunisti -aggiunge- sono una parodia di quelli che volevano affermare la giustizia sociale e difendere i più poveri, sono diventati i “comunisti col Rolex”, un partito dell’élite finanziaria. Bettini non lo scrive esplicitamente nell’intervista al Corriere, ma quando evoca un Capo del governo di levatura internazionale sostenuto da Pd e M5S sta di fatto annunciando il governo Draghi, magari con Giuseppe Conte commissario europeo. E che arrivi dal Pd l’ipotesi di un’Italia nelle mani di un banchiere, sostenuto da due partiti perdenti, testimonia lo stato di coma in cui versa la sinistra italiana».

Annunci

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here

undici + sei =