Governo Pd-M5S, Boschi: «Difficile un’alleanza alle regionali»

La deputata dem, in un'intervista al Messaggero, parla del nuovo esecutivo giallorosso e dei primi provvedimenti che potrebbe trovarsi ad affrontare, ma è scettica su un'alleanza extraparlamentare

governo Pd-M5S

L’alleanza tra Partito democratico e MoVimento 5 Stelle è ormai una realtà. Tuttavia, mettere improvvisamente da parte le vecchie ruggini non sarà certo semplice come dimostrano le dichiarazioni di Maria Elena Boschi: «Ovviamente non rinuncio a nessuna causa – spiega in un’intervista rilasciata al Messaggero – Nessun risentimento personale ma sui risarcimenti non torno indietro».
Inoltre, come spiega l’esponente dem, sarà difficile che lo schema che sta nascendo in parlamento possa essere riproposto anche in ambito locale con un’alleanza politica presente anche alle prossime regionali: Mi sembra molto complicato – sottolinea la Boschi – Una cosa è un accordo di governo, altro un matrimonio politico. Non correrei troppo».

Taglio dei parlamentari e legge elettorale
Per quanto riguarda il programma del nuovo governo, al primo posto come evidenziato anche nei dieci punti presentati al Pd, i 5 Stelle vorrebbero che si votasse il taglio dei parlamentari. A questo proposito, ricorda la Boschi, «mi pare che i numeri in parlamento ci siano anche senza di noi. Ma vedremo se questo punto rientrerà come credo negli accordi di governo. Tagliare i parlamentari non è un problema, farlo senza modificare il bicameralismo è una occasione persa». La riforma, aggiunge, andrebbe inserita in un contesto più ampio che comprenda anche una nuova legge elettorale: «Sicuramente se come immagino verrà approvato il taglio dei parlamentari, occorrerà cambiare la legge elettorale altrimenti rischiamo che alcune regioni siano sottorappresentate. Preferisco il maggioritario, sempre. Se però prevarrà un accordo per fare il proporzionale puro l’importante è che sia una riforma il più condivisa possibile».

Commissario Ue
Infine, durante l’intervista si ricorda anche come l’Italia non abbia ancora indicato chi andrà a ricoprire il ruolo di commissario Ue, incarico per cui si fa il nome dell’ex premier, Paolo Gentiloni: «Ho lavorato con Paolo per quattro anni. Se sarà lui il prescelto penso che sarà una scelta di qualità per l’Italia. Ci sono varie persone capaci e competenti che possono avere il profilo adatto, vedremo».