Governo Pd-M5S, Salvini: «Vigliacchi, messi d’accordo per non votare»

Il leader della Lega, in un'intervista a Libero, si scaglia contro i dem e i vecchi alleati dei 5 Stelle. Tuttavia, afferma di non essersi mai pentito di aver aperto la crisi di governo

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Matteo Salvini non riesce ad accettare la nuova alleanza tra Partito democratico e MoVimento 5 Stelle e sfoga tutta la sua rabbia in un’intervista rilasciata al quotidiano Libero: «Vigliacchi, M5s e Pd si detestano ma si sono messi d’accordo per non far votare gli italiani. Fino a due settimane fa si insultavano furiosamente l’uno con l’altro. Il governo dell’odio è quello che sta per nascere. Sono orgoglioso di essere rimasto fuori da questo mercato delle vacche indegno». Poi, il leader della Lega torna a parlare della crisi di governo affermando che non si sarebbe mai aspettato gli sviluppi verificatisi: «L’unica colpa che ho è di essere stato ingenuo – sottolinea il leader leghista – ritenevo di vivere in un Paese democratico. I miei genitori mi hanno educato con sani principi. Ho sottovalutato la voglia di poltrone dei grillini e la loro mancanza di dignità. Del Pd lo sapevo, ma non mi aspettavo che i Cinquestelle fossero diventati peggio della casta che hanno sempre giurato di voler combattere. I grillini ormai sono il partito delle poltrone».

I leghisti favorevoli alla rottura
Salvini esprime anche alcune considerazioni sull’ex alleato Luigi Di Maio: «L’ho visto in tv, non mi sembrava avesse l’aspetto del vincitore. Di lui non dirò mai male, come di tutti i grillini con i quali ho lavorato bene. Certo, lo vedo in difficoltà». Per quanto riguarda la sorta dei pentastellati dopo l’accordo con i dem, invece, il leader del Carroccio non ha dubbi: «Sono morti: diventeranno una costola di Leu e della Boldrini, neppure del Pd. Che brutta fine». Tuttavia, aggiunge di non avere alcuna intenzione di mollare: «Ricevo solo incoraggiamenti ad andare avanti. C’è perfino gente che mi scrive dicendo di non essere mai stata leghista ma che ora è con me e mi esorta a non mollare. La Lega – prosegue – è di gran lunga il primo partito in Italia, un elettore su tre è con me. Se fossi in crisi di consensi, ci farebbero votare. La realtà è opposta. L’ultimo sondaggio dice che il 90 per cento degli elettori leghisti è a favore della rottura: la mossa ha compattato il nostro popolo».

Monito verso il nuovo governo
Nuove elezioni politiche non ci saranno, almeno per il momento, ma come ricorda Salvini, si voterà presto per le amministrative: «Già il prossimo mese si vota in Umbria, sempre che non decidano di sospendere la democrazia anche nelle Regioni, visto che dopo lo scandalo che ha travolto il Pd, la roccaforte rossa rischia di cadere. Il 15 settembre c’è Pontida, dopo di che girerò l’Umbria, perché i cittadini di quella Regione non si meritano di essere governati ancora dai democratici». La scelta di aprire la crisi, spiega, è stata obbligata: «Ho capito che non mi avrebbero fatto abbassare le tasse come avevo promesso agli italiani e che i grillini si erano accordati con l’Europa per una manovra anti-italiana. Non ho preso un’insolazione a Milano Marittima. Tutta la Lega mi chiedeva di rompere, e con lei gli imprenditori, le persone che incontravo, la società. I grillini sono ancora contro la Tav e la Gronda di Genova, non era possibile andare avanti”. Infine, un monito a Pd e M5S: «Dico: spartitevi le poltrone, mettete da parte gli ultimi soldi, perché torneremo presto. Presto vinceremo, vinceremo e vinceremo».

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