Governo, Renzi: «Alleanza nata per non far aumentare l’Iva»

Il leader di Italia Viva spiega come l'accordo con i 5 Stelle non andrà oltre questa legislatura e ricorda l'importanza di evitare l'aumento delle tasse

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È indispensabile evitare l’aumento dell’Iva. A ribadire questo concetto è il leader di Italia Viva, Matteo Renzi, che ricorda come il governo fra Pd e M5S sia nato proprio per raggiungere questo obiettivo: «Abbiamo fatto un governo per mandare a casa Salvini e per non aumentare l’Iva – scrive su Facebook – Adesso non possiamo aumentare l’Iva, punto. Noi non abbiamo fatto polemica sui ministeri, sui sottosegretari, sulle scelte del passato. Ma aumentare l’Iva sarebbe uno schiaffo ai consumatori, specie ai più poveri. E porterebbe alla recessione. Ecco perché Italia Viva dice no all’aumento dell’Iva».

Cittadinanza
Poi, in un’intervista al Foglio, Renzi torna a parlare dello Ius Culturae, ossia la possibilità che un minore straniero, nato in Italia o entrato nel nostro Paese entro il 12esimo anno di età, possa ottenere la cittadinanza se ha frequentato regolarmente per almeno cinque anni uno o più cicli di studio, o in seguito a percorsi di istruzione e formazione professionale triennali o quadriennali per conseguire una qualifica professionale. A questo proposito, ricorda Renzi, «se ci sono i numeri, e Di Maio ci sta, facciamo lo Ius culturae. Se non ci sono i numeri, perché i Cinque stelle non ci sono, prendiamone atto. Ma non trasformiamolo in un tormentone come è stato fatto dal governo nel 2017, con un tragico errore».

Alleanza a tempo
Per quanto riguarda le alleanze con i 5 Stelle al di fuori dell’accordo di governo, Renzi specifica: «Noi non abbiamo fatto questo governo per diventare alleati in pianta stabile di Casaleggio, sia chiaro. Salvare il Paese è un dovere, salvare la Rousseau no». Per il leader di Italia Viva, l’alleanza terminerà alle prossime politiche: «Alla fine di questa legislatura torneremo liberi e felici competitor. E certo non ci possono chiedere di votare a favore delle fallimentari esperienze di Virginia Raggi e di Chiara Appendino: due giovani donne politiche che rispetto e a cui va tutta la mia solidarietà per gli attacchi personali che hanno ricevuto. Ma le ritengo esempi di due amministrazioni fallimentari – spiega – Dunque, patti chiari amicizia lunga. Lavoriamo insieme al governo fino al 2023. Poi ognuno per la propria strada. Una bella stretta di mano e via, non un abbraccio per sempre».