Governo, Salvini: “Basta tecnici, serve un esecutivo politico”

La carta Mario Draghi giocata dal Quirinale dopo il nulla di fatto dell”esploratore’ Roberto Fico è l’ultima prima della deriva elettorale, ma scuote la politica. Il centrodestra riunito cerca una posizione univoca. “Serve un governo politico, basta tecnici.

Io ministro? Ma se non so che vuole fare Draghi?”. Così il leader della Lega, Matteo Salvini su La7. “Voterei per Draghi al Quirinale? Non rispondo a domande sul domani, su quello che accadrà nel 2022. Certo che spero sia un altro Parlamento a votare il successore di Mattarella. Se fai quello che devi fare si può votare entro luglio”, ha aggiunto.

“Nel quadro del lavoro che si è avviato dopo il conferimento dell’incarico al professor Draghi, pur nel rispetto del confronto che si è aperto tra le forze politiche, è positiva la disponibilità di Pd, M5S e Leu di voler continuare a tenere aperta una prospettiva politica unitaria”. Lo dichiara il segretario del Pd Nicola Zingaretti al termine dell’incontro in videoconferenza con M5S e Leu.

“La riunione di questa sera tra Pd LeU e 5stelle è stata importante per proseguire nel percorso comune intrapreso in questo anno e mezzo di governo. Percorso che ci ha visto, in questa fase difficile del nostro paese, fare scelte importanti a difesa degli italiani per non lasciare indietro nessuno in questa crisi. Nel rispetto delle reciproche posizioni sull’attuale fase politica questo percorso non si ferma”. Lo affermano i capigruppo di LeU Loredana De Petris e Federico Fornaro al termine dell’incontro con Pd e M5S.

“Dalla riunione tra Movimento, Pd e Leu emerge la volontà di non disperdere il patrimonio comune costruito con grande impegno, nell’ultimo anno e mezzo. Un patrimonio fatto di temi e interventi già realizzati, di misure sulle quali abbiamo condiviso impostazioni e obiettivi. Nel reciproco rispetto per le rispettive posizioni riguardo alla scelta di appoggiare un eventuale governo tecnico a guida Mario Draghi, abbiamo confermato la volontà di mantenere saldo quel leale rapporto che nel tempo è cresciuto e migliorato”. Lo afferma in una nota in capo politico politico del Movimento 5 Stelle Vito Crimi.

Giochiamo a carte scoperte“. E’ la richiesta che, raccontano alcuni presenti, avrebbe fatto Giorgia Meloni durante il vertice del centrodestra. La Meloni, ribadita l’indisponibilità di FdI a sostenere in ogni caso un governo Draghi, e avrebbe proposto una possibile mediazione solo al fine di salvaguardare l’unità e la compattezza della coalizione: fare tutti un passo intermedio e arrivare ad un voto comune, che non potrebbe in ogni caso spingersi oltre l’astensione.  “Se la data delle elezioni è certa allora si può parlare di tutto, ma escludo che Draghi si metta a disposizione per tre mesi. Forse non è la persona da chiamare per questo genere di ragionamento io non parlo di niente che non sia elezioni. Disponibili a lavorare su tutto purché si vada a votare”, ha detto in seguito la leader di Fratelli d’Italia intervenendo su La7.

Interviene Di Maio: ‘io credo che il punto non sia attaccare o meno Draghi’ ma ‘le regole della democrazia sono molto chiare. E credo che la via democratica alla ricostruzione dell’Italia sia quella di un governo politico’.

“Io oggi dico agli amici dei Cinque stelle: attenti, di fronte a problemi ancora più gravi a non rovesciare le parti; attenti, di fronte a un richiamo come quello di Mattarella e alla disponibilità di una personalità come Draghi a non produrre un esito paradossale: la maggioranza che si spacca e la destra disponibile per senso di responsabilità”. Lo dice Dario Franceschini in un’intervista ad Huffington Post, facendo “un appello” al M5s. Sarà un esecutivo a tempo? “Ciò che nasce bene, non ha tempo. Se non parte con il sostegno di tutti c’è il rischio che le chiavi per accendere o spegnere il motore siano in mano alla destra, che avrebbe l’ultima parola per decidere quando andare a votare. Per questo abbiamo proposto un incontro a Cinque e Leu”. “Abbiamo provato fino all’ultimo a proseguire con un governo che, pur con tanti limiti, aveva assolto con responsabilità e dignità al compito imprevisto e straordinario che si è trovato a fronteggiare. Adesso, affinché come dice lei, la necessità diventi anche un’opportunità, la sfida è salvare il rapporto tra Pd e Cinque stelle dentro il nuovo quadro”, aggiunge.

“Noi vorremmo che questa maggioranza corrispondesse all’appello del Capo dello Stato, una maggioranza larga. Altrimenti se dopo le tarantelle di Renzi dovessimo sottostare a quelle di Salvini non avremmo fatto un grande servizio al Paese. Inviterei tutti a lavorare e a non pensare che un nome forte sia sufficiente, ci vuole un lavoro politico e noi lo stiamo facendo”. Così il vicesegretario del Pd Andrea Orlando su La/.

È importante che le forze politiche che hanno lavorato bene assieme negli ultimi mesi – Leu, Pd e M5S – affrontino in queste ore in modo coordinato la crisi politica in corso“. Lo afferma Roberto Speranza (Leu), entrando al ministero.

Leali a Conte”. Sarebbe stato questo, secondo fonti di primo piano del Movimento 5 Stelle, il messaggio che Beppe Grillo avrebbe consegnato ad alcuni membri pentastellati del governo uscente. Messaggio che fonti ufficiali del Movimento non confermano ma che fa da introduzione ad’assemblea congiunta che si annuncia decisiva per la posizione dei Cinque Stelle sul governo a guida Mario Draghi. E una qualche influenza potrebbe derivare anche dall’incontro, appena iniziato, tra Draghi e il premier dimissionario Giuseppe Conte. Incontro al quale, non a caso, il Movimento guarda con una certa attenzione. E, chi ha dimestichezza con il capo del governo uscente si dice “stupito” se Conte accettasse la guida di un ministero se Draghi gliela offrisse.

Ricordiamo che nel 2018 abbiamo preso il 33% dei voti e in Parlamento siamo la forza politica più grande, siamo determinanti. Ora dobbiamo mostrarci compatti. Molti scommettono su una nostra scissione, sono anni che ne raccontano, mentre a scindersi sono stati altri. Noi dobbiamo reagire con forza e sangue freddo. Chiedo unità a tutti, compattezza a tutto il Movimento. Nessuno pensi di dividerci”. Lo dice il ministro degli Esteri uscente Luigi Di Maio all’assemblea M5S.

Oggi ci ritroviamo con un governo tecnico. Mettete da parte Draghi, al di là della persona, pensate a un governo tecnico, freddo e calcolatore. Al di là di quello che faremo quando e se dovesse nascere questo governo noi saremo condizionati”. Lo dice all’assemblea dei gruppi M5S il capo politico Vito Crimi. “Per qualunque misura a livello parlamentare si deve sempre o comunque passare da noi. Questo è un patrimonio che non dobbiamo disperdere, noi siamo determinanti anche nel caso in cui dovesse nascere questo governo. Se non possiamo far nascere un governo tecnico noi possiamo però essere determinanti nelle scelte, su qualunque cosa. Al di là di quello che faremo, quando è se dovesse nascere questo governo tecnico noi saremo condizionanti “.

E sui social interviene Matteo Renzi. “Ora è il momento dei costruttori. Ora tutte le persone di buona volontà devono accogliere l’appello del Presidente Mattarella e sostenere il governo di Mario Draghi. Ora è il tempo della sobrietà. Zero polemiche, Viva l’Italia”.

Ma Alessandro Di Battista va all’attacco: “Quel che penso è che il governo Draghi lo debbano votare, semmai i rappresentanti dell’establishment. Lo voti la Meloni che ha già detto sì, in passato, a governi tecnici e a leggi Fornero. Lo voti mezzo Pd che ha lavorato incessantemente per buttare giù Conte. Lo voti Salvini, ennesimo pezzo di arredamento del “sistema” mascherato. Lo voti Renzi, mero esecutore di ordini altrui. Lo voti FI”, scrive in un articolo su Tpi.it Alessandro Di Battista. “Ostacolare l’approdo di Draghi a Palazzo Chigi nulla ha a che vedere con la lotta tra europeismo ed anti-europeismo, ha a che fare con la contesa tra Politica e finanza”, scrive.