Governo, Salvini: «Dopo la vittoria lealtà della Lega non in discussione»

Il vicepremier e ministro dell'Interno commenta il risultato delle europee, rassicura sulla tenuta dell'esecutivo e parla dei futuri rapporti tra Italia e Europa

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Il giorno dopo le europee, è il momento dei bilanci. A esultare per la vittoria fuoriuscita dalle urne è, ovviamente, il vicepremier e ministro dell’Interno, Matteo Salvini: «Siamo un grande Paese, abbiamo dato una bella lezione di partecipazione e di orgoglio ad altri Paesi e saremo protagonisti dei prossimi anni nel Parlamento europeo». La Lega, con quasi il 35 per cento dei consensi è il primo partito italiano e vede raddoppiare i consensi rispetto alle elezioni politiche del 2018. Inoltre, come affermato dallo stesso Salvini, durante la conferenza stampa per commentare i risultati del voto, «in tutte e venti le regioni italiane c’è almeno un comune, piccolo o grande, dove la Lega supera il 40 per cento dei voti, da Nord a Sud e questo rispetto all’anno scorso e a cinque anni fa è un dato eclatante ed emozionante». Inoltre, il vicepremier sottolinea il dato ottenuto dal suo partito «in due comuni che la sinistra ha scelto come simbolo dell’antisalvinismo, Riace e Lampedusa – che – vedono la Lega primo partito e stiamo parlando di Calabria e Sicilia quindi evidentemente una richiesta di un’immigrazione controllata, non è solo un capriccio di Salvini ma è una ferma volontà degli italiani».

I rapporti con l’Europa
Poi, Salvini analizza quelli che saranno i rapporti futuri del nostro Paese con l’Europa e preannuncia una serie di incontri con i leader dei partiti di destra europei che hanno trionfato in queste elezioni: «Il nuovo Parlamento europeo e la nuova Commissione europea saranno amici dell’Italia o lo saranno almeno di più di quanto lo siano stati con i governi ultra europeisti del Pd degli ultimi anni. È cambiata la geografia in Europa, conto che il gruppo che la Lega proverà a mettere in piedi avrà tra i 100 e 150 europarlamentari».
Il ministro dell’Interno ricorda anche che sono in arrivo una serie di scadenze europee e che l’Italia sta per ricevere una lettera da parte della Commissione europea sull’economia. Tuttavia, aggiunge, «penso che gli italiani diano mandato a me e al governo di ridiscutere totalmente, pacatamente, costruttivamente i parametri che hanno portato a un livello di precarietà, disoccupazione ed ansia senza precedenti nella storia. Penso che sia maturo il momento in cui i leader europei si siedano intorno a un tavolo a prescindere dall’appartenenza per rivedere dei parametri vecchi che hanno fatto male all’Europa».

Il futuro del governo
Per quanto riguarda la tenuta dell’esecutivo, Salvini non ha dubbi che questo possa tranquillamente proseguire il suo percorso fino al termine della legislatura: «Ho sentito il presidente del Consiglio – afferma, e – ribadisco che la lealtà della Lega al governo e al contratto non è mai stata in discussione e lo ribadisco oggi dopo la vittoria. Non ho una parola il giorno prima del voto e una parola diversa il giorno dopo». All’orizzonte, inoltre, non ci dovrebbero essere rimpasti di governo, ma l’obiettivo del vicepremier è quello di consolidare l’alleanza per modificare una serie di parametri in Europa: «La somma dei due partiti al governo da un anno, contro tanti se non tutti, supera il 50 per cento degli italiani vedremo di usarla bene in chiave di cambiamento dell’Europa. Ribadisco che non mi interessa chiedere riequilibri di potere a livello interno, mi interessa avere un mandato forte per andare a ricontrattare nell’interesse degli italiani parametri sbagliati».

I ringraziamenti
Infine, Salvini replica alle critiche di chi lo ha accusato di essere poco presente al Viminale ringraziando i 2 milioni e 200 mila italiani che lo hanno votato con le preferenze. Si tratta di un numero di voti, spiega, che «mi ripaga di tante battaglie e di tanti sacrifici, lavorando 18 ore al giorno. Gli italiani sono persone concrete, sane e oneste che riconoscono dove c’è polemica gratuita».