Governo, Salvini: «Il 20 sfiducio Conte». Di Maio: «Sei in un vicolo cieco»

I conti che ha fatto il leader della Lega non tornano in casa M5S: resta in bilico il taglio dei parlamentari

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da sinistra: Luigi Di Maio, Giuseppe Conte, Matteo Salvini (fonte: www.governo.it)

Più o meno una partita a Risiko. Si gioca su una linea sottile la crisi di governo con Lega e M5S che si stanno dicendo addio, tra mosse strategiche e questioni legate al calendario. Stamattina Salvini ha confermato la linea del Carroccio intervenendo su Rtl 102.5, nel programma Non Stop News. Uno: «No a governi strani, prima si vota, meglio è». Due: «Il 20 agosto sfiduceremo il premier Giuseppe Conte». Tre: «Non ho capito perché il presidente della Camera Fico, invece di mettere prima il taglio dei parlamentari, lo ha messo dopo la mozione di sfiducia». Cioè il 22 agosto, due giorni dopo il voto su Conte. Il taglio dei parlamentari, cavallo di battaglia del M5S, aveva ricevuto l’appoggio di Salvini che ieri aveva detto a sorpresa: «Ok al taglio ma poi voto agli italiani…». Ma la sforbiciata alle poltone resta in bilico.

Di Maio
I conti che ha fatto Salvini, infatti, non tornano in casa M5S. Così Luigi Di Maio: «La Lega dopo aver detto sì al taglio dei parlamentari non ha perso 5 minuti di tempo per aggiungere che sfiducerà Giuseppe Conte.Questa è la mossa della disperazione, si sono infilati in un vicolo cieco e vi spiego il perché. Segnatevi queste due date: il 20 agosto ci saranno le comunicazioni di Conte in Senato e la Lega vuole votare contro per sfiduciare il Presidente del Consiglio dei Ministri; il 22 pomeriggio alla Camera si voterà il taglio dei parlamentari. Dovete sapere che quando viene sfiduciato un governo, si paralizza anche l’attività parlamentare e si cancellano i calendari. Dunque, se la Lega sfiducia Conte il 20 agosto lo fa solo per non tagliare i parlamentari due giorni dopo. E avrà preso in giro ancora una volta gli italiani. E niente, stavolta gli è riuscita male… Vediamo che faranno davanti a Conte. Noi li aspettiamo al varco». Di conseguenza: «Salvini si è infilato in un cul de sac. In base ai regolamenti parlamentari, se vuole votare il taglio degli eletti dovrà prima ritirare la mozione di sfiducia a Conte».

Ancora Salvini
Il leader della Lega, nell’intervista a Rtl 102.5, ha messo il focus sul rapporto con l’ex alleato Luigi Di Maio: «Di lui non riuscirò mai a parlare male, abbiamo lavorato bene e intensamente per tanti mesi, ma poi sono iniziati i no. Ma se in una coppia passi più tempo a litigare…».  E non sono mancate critiche al reddito di cittadinanza, un’altra misura voluta dal M5S: «In tante realtà, soprattutto del Sud si sta trasformando in incentivo in lavoro nero. Lo cancello? No, ma sono situazioni che vanno monitorate. Preferisco crescita e sviluppo all’assistenza».

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