Governo, Salvini: «Riformare la giustizia e dico no alla patrimoniale»

Il ministro dell'Interno parla delle prossime priorità dell'esecutivo e, su Facebook, annuncia la chiusura del centro accoglienza Cara di Mineo

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Dopo l’approvazione del decreto sicurezza bis, Matteo Salvini punta alla riforma della giustizia: «Ho chiesto – spiega in un’intervista al “Quotidiano Nazionale” –  già per la prossima settimana, un incontro con il ministro Bonafede. È ora di avviare questa benedetta riforma della giustizia. Non voglio fare una riforma contro qualcuno. Al contrario, la voglio fare con i magistrati e con gli avvocati. Soprattutto, la voglio fare per gli italiani». Nell’intervista, il vicepremier parla anche della tenuta dell’esecutivo: «Se si torna a lavorare come nei primi undici mesi, si va avanti. Sarà però decisiva la manovra economica d’autunno. O sarà coraggiosa, o salta tutto».

No alla patrimoniale
Un’altra delle priorità del leader della Lega, come dichiarato più volte, è quella di voler puntare sulla riduzione delle tasse. Per questo motivo Salvini allontana l’idea di patrimoniali o nuove tasse sulle cassette di sicurezza: «Prive di qualsiasi fondamento le ipotesi di una patrimoniale, di tasse sui risparmi, sui conti correnti degli italiani o su cassette di sicurezza. Siamo al governo per togliere, non per aggiungere tasse». E aggiunge: «L’unico ragionamento in corso riguarda una “pace fiscale” per chi volesse sanare situazioni di irregolarità relative, oltre che ad Equitalia, al denaro contante».

Chiude il Cara di Mineo
Infine, in un post sulla sua pagina Facebook, il ministro dell’Interno parla dell’imminente chiusura del centro accoglienza Cara di Mineo. La struttura, attualmente, ospita 152 persone. Il primo giugno 2018, gli ospiti erano 2526, mentre il picco è stato toccato il 7 luglio 2014 con 4173 persone presenti. «Dalle parole ai fatti. Grazie ai porti chiusi abbiamo svuotato i grandi centri come Cona e Bagnoli in Veneto e Castelnuovo di Porto a Roma. Ora è il turno di Mineo: è una buona notizia per chi, per anni, ha vissuto in zona subendo criminalità e disagi. Un pensiero particolare ai familiari e agli amici di Vincenzo Solano e Mercedes Ibanez, brutalmente uccisi nel 2015 da un delinquente immigrato che viveva nel Cara. Ai loro cari il nostro pensiero e il nostro abbraccio: non ci siamo dimenticati».

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