Governo, Salvini: «Si va avanti, ma senza polemiche»

Il vicepremier e ministro dell'Interno, a Rtl 102.5, si dice pronto a proseguire con i 5 Stelle purché si esca dal clima di campagna elettorale

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Archiviate le elezioni europee che hanno visto il suo partito, la Lega, come trionfatore, il vicepremier, Matteo Salvini guarda avanti e, durante un’intervista a Rtl 102.5, si dice pronto a tornare a occuparsi dei provvedimenti in sospeso del governo. A cominciare dal decreto sicurezza bis che, come afferma, è ormai «pronto e spero che sia approvato questa settimana».

Governo avanti, ma senza polemiche
Secondo il ministro dell’Interno, in questo momento la cosa più importante è che all’interno dell’esecutivo si torni a produrre e, soprattutto, «a parlare con una voce sola, cosa che non è accaduta nelle ultime settimane. Non ho mai risposto a provocazioni o altro – ha aggiunto Salvini – Mi aspetto un consiglio dei Ministri questa e uno la prossima settimana, con idee che diventano fatti sia da parte di M5S che della Lega». Salvini, inoltre, assicura che non esiste alcun ultimatum verso l’alleato, Luigi Di Maio, e anzi chiede allo stesso Di Maio e al premier, Giuseppe Conte, più coraggio per il futuro ricordando che, in ogni caso, Lega e M5S insieme hanno più del 50 per cento dei consensi. Per questo motivo, archiviata la campagna elettorale bisogna lasciarsi le polemiche alle spalle: «Se si vuole andare avanti, è così che si deve fare, ma se da domani si ricomincia con i ritornelli, e allora no».

Alleati di centrodestra
Parlando di Forza Italia, il vicepremier torna a commentare i risultati della tornata elettorale che hanno visto l’elezione al parlamento europeo di Silvio Berlusconi: «Mi auguro che Berlusconi abbia un buon successo in Europa da parlamentare europeo, vista la sua esperienza internazionale e non commento le dinamiche interne a un altro partito». E riguardo ai tanti che da altri partiti, tra cui FI, vorrebbero entrare a far parte della Lega, Salvini commenta: «Sicuramente noi come Lega non stiamo qui a fare i tram o il treno o l’autobus per chi cambia partito o idea. Io – sottolinea – sono aperto a progetti, ad accogliere sindaci e amministratori locali, però, abbiamo una battaglia storica, ricostruire il sogno europeo, non ho tempo e voglia di altri equilibri a livello locale».

Sindaco leghista per Roma?
Inoltre, il voto ha certificato come nella Capitale, la Lega sia il secondo partito. Un risultato che fa tornare a discutere sulla possibilità di un candidato del Carroccio come sindaco di Roma: «Siamo il secondo partito ad un pelo dal Pd. In alcune periferie, la Lega ha preso il 36 per cento, con il MoVimento 5 Stelle ampiamento dietro. È un segnale dei romani nei confronti della sindaca Raggi». Tuttavia, aggiunge, «il giudizio sul sindaco lo danno gli elettori quando votano. Ci faremo trovare pronti».