Governo, Zingaretti: «Salvini e Di Maio sono i reucci delle sceneggiate»

In un'intervista a Repubblica il segretario del Pd attacca i due vicepremier e in vista delle elezioni europee dice: «La partita è tra chi vuole distruggere l'Europa e chi rimette al centro le persone»

«L’antifascismo come la lotta alla mafia ha bisogno di una sua coerenza. Altrimenti si diventa ipocriti. Mi sembra il caso di Di Maio che grida “Salvini è alleato con i nazisti” ma poi è con i voti dei 5 stelle che gli fa fare il ministro dell’Interno. Il Movimento ha l’ossessione del potere senza mai assumersi la responsabilità. Questo li sta logorando. Sono il principale azionista del governo, i complici di Salvini e le vittime di questo cortocircuito».  A dirlo in un’intervista pubblicata sul quotidiano “La Repubblica”, è  il segretario del Pd Nicola Zingaretti.

Senza mezzi termini
«Salvini e Di Maio sono i reucci delle sceneggiate – spiega Zingaretti – i selfie, le fidanzate, i mitra, i bagni in Sardegna, le finte litigate, gli insulti e in ultimo il balletto sul decreto crescita sono segno di un degrado che aiuta loro ma uccide le speranze degli italiani. E proprio qui c’è il grande paradosso. Hanno chiesto i voti su prima gli italiani e sono proprio i cittadini a pagare un prezzo altissimo per questa continua pagliacciata. Un vicepremier, Salvini, dice che c’è un ottimo decreto crescita, un altro vicepremier, Di Maio, sostiene che non si è discusso nessun decreto crescita. Ma non provano un po’ di vergogna?».

Lotta alla mafia
Sul caso del sottosegretario Armando Siri coinvolto in un’inchiesta il segretario del Pd sottolinea: «La mozione di sfiducia che abbiamo presentato al Senato serve a smascherare l’ambiguità dei 5 stelle anche su un tema delicato come la lotta alla mafia. Una volta votata sarà più chiaro chi sta da una parte e chi sta dall’altra». E sull’ipotesi del voto anticipato in caso di crisi Zingaretti conclude: «Il primo problema è salvare l’Italia. Perché nessuno sa dove si sta andando. Andare al voto significherebbe per noi mettere in pista un progetto nuovo. È un percorso di fiducia quello che immagino che passa prima di tutto dagli italiani. Il successo della lista unitaria alle Europee sarà il volano per costruire politiche credibili. Già il 26 maggio sarò tutto più chiaro. Si gioca una partita tra chi vuole distruggere l’Europa e chi rimette al centro i bisogni delle persone, la crescita e la sostenibilità. Sono traguardi difficili ma so che senza Europa sono impossibili».