I colossi si stanno mangiando l’economia, boom di serrande abbassate nei centri delle città: i dati

E’ destinato a far discutere il dato reso noto da uno studio di Confcommercio. Secondo ‘Demografia d’impresa nelle città, questo il titolo dell’analisi, ha rivelato come nei centri delle città si stia assistendo ad un autentico spopolamento relativo agli esercizi commerciali.

Il periodo preso in esame è quello tra il 2008 ed il 2019. 70.000 negozi presenti nelle città italiane hanno abbassato in maniera definitiva le loro serrande. Si è, infatti, passati da 573.000 a 500.000. Un calo che, ad oggi, vale il 14%.

I dati

Hanno, invece, fatto segnare un aumento consistente attività come bar, ristoranti ed hotel (+16%). Dato in rialzo anche per le proprietà straniere delle attività commerciali (+27%).

Hanno chiuso circa un quarto di librerie e giocattolai (-25,9%), mobili e ferramenta (-25,2%) e persino i benzinai (-30,1%) ormai fuori dai centri storici.

-17,1% per abbiagliamento a alzature, resistono, invece alimentari (-0,6%) e tabacchi (+2.9%).

I cambiamenti della società, invece, hanno fatto registrare decisi aumenti per chi si occupa di informatica e telefonia (+25,6%) e farmacie (+40,6%).

Le spiegazioni

La perdita di quasi 70 mila negozi nelle città – ha dichiarato il presidente di Confcommercio Carlo Sangalli – è ormai una «patologia» dovuta alla «concorrenza del commercio elettronico e al perdurare della crisi dei consumi»

Per invertire il trend occorrerebbe una politica economica adeguata e magari agevolazioni fiscali finalizzata a dare sostegno alle attività con una ridotta superficie di vendita.